[Quando lavoravo in Argentina mi sono imbattuto in una storia simile. Quella ragazza mi disse: io non ripudio nessuno, quest’uomo resta mio padre. Claudio Fava. ] Francamente di Fava Claudio ho letto di tutto, di nuovo e vecchio, ho visto gran parte dei film tratti dai suoi racconti apprezzo il suo stile letterario e quando leggo la sua ultima fatica letteraria tutte le altre passano in secondo piano. Mi piace il suo modo di scrivere pacato, poco polemico, essenziale. “Non ti fidare”, pur parlando di argomenti drammatici non lasciano spazio alla retorica. Parlare della monumentalizzazione della memoria dell’ultima dittatura militare, significa gettare uno sguardo sulle politiche per i diritti umani di un paese che non ha solamente reso omaggio ai detenidos-desaparecidos, ma che ha anche e soprattutto intrapreso una minuziosa azione di giustizia riparatoria che tra il 2004 e oggi ha visto processare e condannare per delitti contro l’umanità più di milleduecento tra militari, appartenenti alle forze di sicurezza, e civili. Si tratta di un caso più unico che raro nella regione, di un esempio di transizione lunga che ha fatto i conti col passato dittatoriale in diversi momenti; nell’85 col primo juicio a las juntas, negli anni Novanta con le leggi dell’impunità che hanno liberato i responsabili dei delitti contro l’umanità e, infine, dal 2006 a oggi con la conclusione dell’impunità e la ripresa dei processi. Le politiche della memoria hanno dimostrato ampiamente il riconoscimento da parte dello Stato delle proprie responsabilità e, a partire dalla presidenza di Néstor Kirchner (2003-2007), l’adesione al motto coniato dalle organizzazioni dei diritti umani: memoria, verdad y justicia. Dopo la morte della madre, sulla soglia dei trent’anni Stella Carnevale vive in Italia con il padre, un colonnello argentino in pensione. La famiglia si è trasferita quando Stella era adolescente e a Buenos Aires non sono più tornati. Insegna geografia alle scuole medie e, come forma di ribellione contro la rigida educazione familiare, nel tempo libero si dedica a incontri a pagamento con pochi, selezionati clienti. Niente sembra poter turbare i suoi piccoli riti, fino al giorno in cui il padre scompare e due poliziotti le chiedono di presentarsi l’indomani in commissariato. La verità di fronte a cui verrà messa la protagonista è quella di molti ragazzi nati negli anni della dittatura militare in Argentina: Stella è figlia di due giovani oppositori passati per il centro clandestino di tortura dell’Esma, la famigerata Escuela de Mecánica de la Armada. Serve solo un esame del suo Dna per dimostrare che il colonnello Carnevale non è suo padre. Si può continuare ad amare il padre che ti ha cresciuto ma che ha contribuito alla morte dei tuoi veri genitori? Non ti fidare è un romanzo che affronta a cinquant’anni di distanza la storia dei nipoti di Plaza de Mayo, uomini e donne nella cui identità è scritto un pezzo della storia del continente americano, un romanzo che interroga sulla profondità di emozioni e sentimenti in un tormentato rapporto padre-figlia.
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