venerdì 1 maggio 2026

Negata estradizione di Moya

[Sangue sitisti, e io di  sangue  t'empio. DANTE ALIGHIERI] Il ministero degli Esteri messicano ha confermato di aver ricevuto dagli Stati Uniti le richieste di arresto a fini di estradizione per il governatore di Sinaloa, Rubén Rocha Moya, e altri funzionari. Tuttavia, le autorità hanno precisato che la documentazione "non presenta elementi di prova" o sufficienti per determinare la responsabilità degli indagati.    Il fascicolo è stato trasmesso alla Procura Generale per valutare la validità delle richieste in base alle leggi nazionali. Il ministero ha inoltre annunciato un richiamo all'ambasciata statunitense per aver diffuso pubblicamente la notizia, violando la riservatezza prevista dai trattati bilaterali.    Il ministro Roberto Velasco ha informato all'alba la presidente Claudia Sheinbaum. Poco dopo, durante la conferenza stampa, la presidente si è limitata a parlare di accordi industriali, senza accettare domande sulle accuse. Il governatore dello Stato messicano di Sinaloa, Rubén Rocha Moya, ha respinto con fermezza le accuse formulate dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che lo collega insieme ad altri nove funzionari messicani alla fazione del Cartello di Sinaloa dei "Los Chapitos", i figli del Joaquín "El Chapo" Guzmán, in guerra con "Los Mayitos", i figli di Ismael "El Mayo" Zambada.    In un messaggio pubblicato sul suo account ufficiale di X, Rocha Moya ha respinto "categoricamente e assolutamente le imputazioni formulate contro di me dalla Procura federale del Distretto Sud di New York, poiché prive di veridicità e di qualsiasi fondamento". Il governatore ha aggiunto che "questo attacco non è rivolto solo alla mia persona, ma al movimento della Quarta Trasformazione (il progetto politico lanciato dall'ex presidente Andrés Manuel López Obrador e proseguito da Claudia Sheinbaum), ai suoi leader emblematici e ai messicani che rappresentiamo questa causa".    Secondo Rocha Moya, l'inchiesta statunitense "si inserisce in una perversa strategia per violare l'ordine costituzionale", facendo riferimento alla sovranità nazionale sancita dall'articolo 40 della Costituzione messicana. "Ai cittadini di Sinaloa dico che, con il valore e la dignità che ci caratterizzano, dimostreremo la totale inconsistenza di questa calunnia", ha concluso.


Nessun commento:

Posta un commento