mercoledì 27 maggio 2026

Leone a Buenos Aires

[Ci sono più cose in cielo e in terra che non ne sogni la tua filosofia. Shakespeare , Amleto] Papa Leone XIV visiterà "molto probabilmente" l'Argentina a novembre. Lo ha dichiarato il presidente argentino Javier Milei durante un'intervista all'emittente Radio Mitre, dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane su un viaggio del pontefice in Sud America. Secondo quanto riferito da Milei, la visita del Papa farebbe parte di un più ampio tour in America Latina meridionale, che dovrebbe includere anche l'Uruguay e il Perù, la sua "seconda patria" essendo stato il luogo dove ha vissuto e operato come missionario e vescovo per quasi quarant'anni prima di salire al soglio pontificio. Il viaggio era stato anticipato già a febbraio da fonti vicine al Vaticano, ma finora non è arrivata alcuna conferma ufficiale della Santa Sede. L'eventuale arrivo di Leone XIV in Argentina avrebbe un forte valore simbolico e politico in un Paese attraversato da profonde tensioni economiche e sociali. Sarebbe inoltre la prima visita del nuovo pontefice in America latina dall'inizio del suo pontificato. Il presidente dell'Argentina, Javier Milei, ha respinto le critiche dell'arcivescovo di Buenos Aires, cardinale Jorge García Cuerva, che nell'omelia per la messa del Te Deum - nell'anniversario dell'Indipendenza del 25 maggio - aveva criticato "gli odiatori di oggi" che fanno "terrorismo sui social media" invitando  "a disarmare il linguaggio e a rinunciare alle parole offensive e alla calunnia".    "Mi pare esagerato parlare di terrorismo nel caso di persone che esprimono quello che pensano su Twitter (sic), il terrorismo è quando lo Stato perseguita le persone o quando si mettono le bombe", ha affermato oggi Milei in un'intervista rilasciata all'emittente Radio Mitre. "Non è facile capire e assimilare come funziona il mondo dei social media. Se si naviga su Twitter e si osserva la sua logica, è evidente che non rispecchia il modo in cui le persone interagiscono realmente. Twitter è una forma di espressione; bisogna comprenderla e assimilarla. Se non piace, si può semplicemente abbandonare la piattaforma; non è poi così problematico", ha aggiunto.     "Trovo interessante, positivo e costruttivo che un'autorità religiosa stia cercando di mediare in questa situazione in cui, chiaramente, tra chi propone il cambiamento in Argentina e chi vi si oppone, la discussione è piuttosto accesa e aspra", ha quindi concluso Milei.     Il presidente argentino è notoriamente attivo sulle reti, e in particolare su X, e spesso utilizza nei suoi post insulti e frasi sprezzanti nei confronti di esponenti dell'opposizione e di media e giornalisti critici con l'esecutivo.


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