[Tutto ciò che è stato scritto dagli uomini sulle donne deve essere ritenuto sospetto dal momento che essi sono ad un tempo giudici e parti in causa. Kant] La figura madre del gioco si chiama Ibbidina, dall'antico nome in dialetto siciliano che gli anziani davano a Gibellina. Attorno a questa signora - una rappresentazione digitale di una donna - si è mossa la costruzione di "I-be-DNA", il primo gioco da tavolo realizzato sulla storia della città che quest'anno celebra il titolo di capitale dell'arte contemporanea. L'idea è stata degli alunni della scuola media "Salomone-Marino" di Borgetto. ll gioco prevede il lancio di dadi, le schede di quattro colori coi quesiti sulla storia della città a cui rispondere e poi i pezzi di un Cretto in miniatura da comporre se si risponde esattamente ai quesiti, sino ad arrivare a completare l'opera. L'iniziativa è stata presentata durante il primo appuntamento di restituzione delle opere realizzate dalle scuole siciliane che hanno aderito al bando promosso dall'Assessorato regionale all'istruzione. All'appuntamento era presente anche l'assessore Mimmo Turano. La giornata di iniziative si è conclusa con la performance cittadina "Battiti al Cretto", da un'idea di Federika Ponnetti. Sulle casseforme del Cretto di Alberto Burri sono state create 16 postazioni di ascolto del cuore, con stetoscopi modificati e casse acustiche, bambini e adulti hanno hanno ascoltato i battiti del proprio cuore. "In un'epoca in cui ci nascondiamo dietro a schermi, identità digitali e filtri, ascoltare i propri battiti è un modo per imparare ad ascoltarsi e avere a cuore le emozioni proprie e quelle degli altri", spiega Ponnetti.
Nessun commento:
Posta un commento