[L’inferno è vuoto, tutti i diavoli sono qui. William Shakespeare] L’aereo dei voli della morte, lo Skyvan matricola P51 della prefettura argentina usato per far sparire i corpi di centinaia di detenuti clandestini della dittatura militare argentina e scoperto da un fotografo italiano, ha smesso ufficialmente di volare. Il governo argentino ha annunciato la sua riappropriazione per poterlo esibire adesso nello spazio per la memoria della ex Esma, il maggior centro di detenzione clandestino da cui provenivano le vittime dei voli. È tornato per ricordare che non si deve ripetere mai più", ha detto il fotografo italiano Giancarlo Ceraudo, presente alla cerimonia tenuta all'aeroporto Aeroparque di Buenos Aires, lo stesso da dove decollavano i voli della morte. La sua inchiesta condotta insieme alla giornalista argentina ed ex detenuta della dittatura, Miriam Lewin, ha portato al ritrovamento dell'aereo con tutta la sua documentazione e alla condanna dei piloti che operarono quei voli. È una sensazione contraddittoria vedere l'aereo. Abbiamo cercato per anni di riportarlo e adesso che è qui mi è difficile guardarlo, non posso dimenticare che da lì hanno gettato il corpo di mia madre", ha detto Cecilia de Vicenti. Lei è la figlia di Azucena Villaflor, fondatrice delle Madri di Plaza de Mayo, sequestrata l'8 dicembre nella Chiesa della Santa Cruz, e il cui corpo venne gettato in mare dallo Skyvan il 14 dicembre. "Fino a che non abbiamo saputo dei voli nella nostra mente non esisteva neanche la possibilità di immaginare un simile orrore", ha affermato da parte sua Mabel Careaga, figlia di Esther de Careaga. pure tra i sequestrati della Sata Cruz. Per Lewin il ritorno dell'aereo e la sua esibizione saranno importanti per combattere il "negazionismo" sempre presente nei confronti dei crimini della dittatura militare. “Sono stato all’ESMA. Le voglio parlare.” Così inizia una delle interviste più importanti per la storia dell’Argentina contemporanea e per il mondo intero. Adolfo Scilingo, capitano di corvetta, ex membro dell’apparato repressivo che ha detenuto il potere in Argentina dal 1976 al 1983, confessa pubblicamente e per la prima volta al giornalista Horacio Verbitsky che alcuni desaparecidos venivano gettati in mare da un aereo dopo essere stati narcotizzati. Fino al 1995, anno in cui Il Volo è stato pubblicato in Argentina, solo le vittime della repressione avevano denunciato quest’orribile modalità di eliminazione dei detenuti politici. Punto di svolta nella conoscenza e nell’analisi della storia recente del paese, Il Volo ha rappresentato anche uno strumento probatorio fondamentale nel corso del processo condotto dal giudice spagnolo Baltasar Garzón contro lo stesso intervistato. Nell’aprile del 2005 Scilingo è stato condannato a 640 anni di carcere da un tribunale spagnolo.
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