lunedì 11 maggio 2026

I sogni di Dmytro

[Se un uomo è gentile con uno straniero, mostra d'essere cittadino del mondo, e il cuor suo non è un'isola, staccata dalle altre, ma un continente che le riunisce. Bacone Francesco] È morto a Genova per un infarto all'età di 57 anni il reduce della guerra in Ucraina per dieci anni al fronte Dmytro Miroshnichenko, partito volontario nell'esercito nel 2014 lasciando la natìa Kiev e la sua professione di giornalista sportivo, da allora è sempre stato al fronte fino al 2024 come sottufficiale medico rischiando molte volte la vita e perdendo parenti e amici nel lungo conflitto con la Russia. La solenne cerimonia funebre con rito bizantino si è tenuta nella chiesa di Santo Stefano, riferimento cittadino della comunità ucraina, dove il sergente medico dell'esercito ucraino Aleksandr Zoria ha reso gli onori militari al commilitone.     "È stato un infarto a strappare Dmytro alla sua famiglia e alla nostra fiera comunità ucraina, ma noi sappiamo che, in verità, è stata la guerra: troppi dolori, troppe perdite. Ora, ciò che conta, è coltivare i suoi sogni", così pur nell'abito talare nero non riesce a trattenere le lacrime padre Vitaly Tarasenko, cappellano e punto di riferimento per la comunità ucraina cattolica di Genova, dinnanzi al feretro di chi definisce "un eroe di guerra".    Dal giugno del 2024 Miroshnichenko risiedeva a Genova con la moglie e due dei suoi tre figli. "La guerra lascia un segno nel cuore di ogni combattente - continua padre Tarasenko -. Dmytro ha lasciato l'esercito solo quando la malattia lo ha costretto.    Troppe sofferenze lo hanno segnato, è un destino che capita a molti nostri militari. Solo allora si è risoluto a portare la famiglia a Genova, in un luogo più sicuro". Il sacerdote sottolinea come l'Ucraina sia un Paese che da trent'anni lotta per l'indipendenza. "Lui ha dato la vita per questo. Ora, noi, dobbiamo coltivare i suoi sogni", conclude. 


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