[Non aver paura di essere unico. È come avere paura del tuo io migliore. Donald Trump] Il premier canadese Mark Carney ha dichiarato di aspettarsi che l'amministrazione statunitense "rispetti la sovranità canadese", dopo le notizie di stampa relative a incontri tra funzionari del Dipartimento di Stato Usa e attivisti indipendentisti della provincia dell'Alberta. "Sono sempre molto chiaro su questo punto nelle mie conversazioni con il presidente Trump", ha detto Carney in una conferenza stampa. Trump, ha aggiunto, non gli aveva mai sollevato la questione del separatismo dell'Alberta. Il primo ministro della Columbia Britannica, provincia sulla costa occidentale del Canada e confinante con l'Alberta, ha reagito con rabbia, definendolo un atto di "tradimento" quello dei separatisti dell'Alberta. "È totalmente inappropriato cercare di indebolire il Canada, chiedere a una potenza straniera di contribuire a smantellare questo Paese e, per inciso, a un presidente che non ha particolarmente rispettato la sovranità canadese", ha dichiarato. L'Alberta Prosperity Project è stato autorizzato a lanciare una petizione: devono raccogliere 178.000 firme entro maggio per indire un referendum. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe preso decisioni chiave sulla guerra in Iran in modo improvvisato, senza il contributo dei suoi consiglieri, ed era desideroso di un cessate-il-fuoco per far fronte all’aumento dei prezzi del carburante. Lo indica una ricostruzione del Wall Street Journal. Durante tutto il conflitto, Trump si è concentrato su indicatori tattici, come il numero di obiettivi iraniani distrutti, e avrebbe apprezzato la visione di filmati di spettacolari esplosioni in Iran, hanno sottolineato – secondo il quotidiano – funzionari statunitensi. Quando ha appreso che due piloti statunitensi erano stati abbattuti sopra i cieli dell’Iran, Trump avrebbe urlato contro i collaboratori “per ore”, ha scritto il Wall Street Journal. Il suo team lo avrebbe tenuto lontano dalla Situation Room perché “ritenevano che la sua impazienza non sarebbe stata utile”, ha aggiunto un altro alto funzionario dell’amministrazione americana. Dopo che il secondo pilota è stato salvato in una drammatica operazione statunitense, Trump ha pubblicato una serie di minacce sul suo social Truth. La mattina della domenica di Pasqua, ha scritto: “Aprite il fottuto stretto, bastardi pazzi, o vivrete all’inferno”, concludendo con un “Sia lodato Allah”. Secondo la ricostruzione, senatori repubblicani e leader cristiani hanno contattato la Casa Bianca quel giorno, preoccupati per l’uso di un linguaggio volgare da parte del presidente degli Stati Uniti e per il ricorso a un’espressione musulmana nel giorno di Pasqua. Trump avrebbe detto a un consigliere di aver ideato personalmente la frase su Allah per spaventare gli iraniani e portarli al tavolo dei negoziati, dando l’impressione di essere imprevedibile. Anche la sua minaccia, pochi giorni dopo, che “un’intera civiltà morirà stanotte” sarebbe stata improvvisata e non coordinata con i consiglieri,secondo funzionari dell’amministrazione, e rappresenterebbe un ulteriore tentativo di intimidire la repubblica islamica per spingerla ad accettare un accordo. Una delle principali ragioni della sua urgenza nel raggiungere un’intesa con l’Iran sarebbe la pressione economica provocata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, si legge nella ricostruzione, con alcuni funzionari della Casa Bianca sorpresi dalla rapidità e facilità con cui gli iraniani sarebbero riusciti a bloccare la via d’acqua. Secondo il Wall Street Journal, Trump si sarebbe anche stupito di quanto facilmente “uno con un drone” possa chiudere Hormuz. Amministratori delegati di aziende energetiche hanno espresso le loro preoccupazioni al segretario all’Energia Chris Wright e al segretario al Tesoro Scott Bessent riguardo all’impatto della chiusura sul mercato energetico, un fattore che a volte sembrava pesare molto sulle valutazioni di Trump. In altre occasioni, invece, il presidente degli Stati Uniti ha mostrato di essere disposto a continuare a combattere.
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