sabato 2 maggio 2026

Bibi è felice

[Virtute ex adversis traho / Traggo insegnamento dalle avversità, nave proteo A310] È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti": lo ha detto Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, sottolineando che "l'Iran è pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile". E mentre per Trump "dire che gli Usa non stanno vincendo la guerra è tradimento", monta l'ira dei dem secondo i quali il conflitto è illegale' perché è stato avviato senza un'autorizzazione del Congresso. Gli Stati Uniti avvertono le compagnie di navigazione che potrebbero subire sanzioni per aver effettuato pagamenti all'Iran al fine di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive la Associated Press sul suo sito.  L'allerta, pubblicata ieri dall'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Ofac) degli Stati Uniti, aggiunge un ulteriore livello di pressione alla situazione di stallo tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz.  L'Iran ha iniziato a offrire ad alcune navi un passaggio sicuro deviandole su rotte alternative più vicine alla sua costa, a volte addebitando un pedaggio per il servizio. Questa pratica di 'pedaggio' è al centro dell'avvertimento sulle sanzioni statunitensi. Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche "attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura", comprese donazioni di beneficenza e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha affermato l'Ofac. "L'Ofac emette questo avviso per mettere in guardia i cittadini statunitensi e non statunitensi sui rischi di sanzioni derivanti dall'effettuare tali pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro. Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento". Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che il controllo dello Stretto di Hormuz, un punto strategico vitale per le forniture globali di petrolio e gas, rappresenta la "strategia definitiva" di Teheran nel suo conflitto con gli Stati Uniti. "Controllare lo Stretto di Hormuz e mantenere l'ombra del suo effetto deterrente sull'America e sui sostenitori della Casa Bianca nella regione è la strategia definitiva dell'Iran islamico", hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram ufficiale. Un maxi yacht legato a un oligarca russo soggetto a sanzioni ha attraversato oggi lo stretto di Hormuz, un'area particolarmente congestionata. Lo riporta la Cnn citando i dati di tracciamento delle navi. Il Nord, uno yacht di quasi 142 metri considerato uno dei più grandi al mondo, è partito ieri sera da Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, per poi attraversare il difficile canale durante la notte, secondo i dati del fornitore di informazioni marittime MarineTraffic. La sua destinazione finale è Muscat, in Oman. Un broker nautico aveva precedentemente dichiarato alla Cnn che l'imbarcazione ha un valore stimato di almeno 500 milioni di dollari e si ritiene che appartenga ad Alexey Mordashov, presidente di un colosso siderurgico e minerario russo e uno dei miliardari più ricchi della Russia. L'Associated Press ha confermato che Mordashov è il proprietario dello yacht. Lo yacht, grande una volta e mezza un campo da football americano, sembra aver seguito la rotta che passa vicino all'isola iraniana di Larak, che secondo Lloyd's List Intelligence è una rotta utilizzata dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane per controllare l'accesso allo stretto. Il Dipartimento di Stato americano ha sanzionato Mordashov nel 2022, oltre a tre delle sue altre società, alla moglie e ai due figli adulti. Secondo Lloyd's List, almeno 43 navi portacontainer appartenenti alle 10 maggiori compagnie di navigazione al mondo sono ancora bloccate nel Golfo Persico. Lo riporta Al Jazeera.    Le principali compagnie di navigazione hanno sospeso i loro servizi nella regione dall'inizio della guerra contro l'Iran, alla fine di febbraio, "causando ritardi significativi e un aumento dei costi per il commercio globale", secondo Lloyd's List, rivista specializzata nel settore marittimo.    Alcune navi appartenenti a Cma Cgm, Cosco, Hapag-Lloyd e Msc sono riuscite a "evacuare... Secondo Lloyd's List, almeno 43 navi portacontainer appartenenti alle 10 maggiori compagnie di navigazione al mondo sono ancora bloccate nel Golfo Persico. Lo riporta Al Jazeera.


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