mercoledì 29 aprile 2026

Zampolli e Melania

[Chiedetevi se siete felici, e cesserete di esserlo.John Stuart Mill] In un audio esclusivo che Report ha postato su Facebook alla vigilia di un'inchiesta che  è andata in onda domenica, Paolo Zampolli, l'inviato speciale del presidente Donald Trump per le partnership globali, rivela in una telefonata con un suo contatto alle Nazioni Unite l'esistenza di un presunto patto stipulato tra lui e Melania Trump prima delle elezione presidenziali del 2016, quando la moglie del tycoon gli avrebbe chiesto di coprirle le spalle mentre il marito correva per la Casa Bianca. Nella telefonata del 2017, di cui Report è entrato in possesso, Zampolli sostiene che Melania Trump gli avrebbe garantito una protezione in cambio della sua difesa nell'allontanare le possibili ombre sul suo passato. Nel 2016 il tabloid britannico Daily Nail pubblicò un'inchiesta sul passato di Melania accusandola senza prove di aver lavorato come escort. Lei ottenne la rimozione dell'articolo e un risarcimento milionario anche grazie alle dichiarazione di Zampolli. "Ho scritto io - si sente nell'audio attribuito a Zampolli - il documento per il presidente e la first lady, lo hanno usato per il loro discorso. Con il Daily Mail abbiamo appena vinto una causa enorme. Non posso parlarne perché ho un vincolo di riservatezza e devo ancora incassare l'assegno. Abbiamo vinto la scorsa settimana. Sono in questo paese grazie al presidente Trump, mi ha dato un lavoro, ho iniziato nell'immobiliare, mi sono costruito una bella casa non tradirei mai un amico". "Donald Trump sa - prosegue l'audio - che si è fidato del suo amico Paolo, che loro considerano di famiglia. Sua moglie non è una prostituta. Magari non ha l'accento americano perfetto. Magari ha posato nuda come tante altre modelle, ma è una brava ragazza, ok? Nessuno vuole che qualcuno chiami sua moglie una prostituta, soprattutto quando è la moglie di tuo figlio. Melania mi ha detto 'Paolo non ti preoccupare, tu coprici le spalle, qualunque cosa succeda noi ti proteggiamo'. Poi due settimane dopo hanno vinto le elezioni ed è andata cosi". Poco dopo Zampolli, ex titolare di un'agenzia di modelle che ha sempre sostenuto di aver presentato lui Melania al tycoon, è entrato nel cerchio magico di Trump.  L'ira di Jania Silva, la first lady brasiliana, si abbatte su Paolo Zampolli, stretto collaboratore del presidente Usa, per alcuni suoi recenti commenti sulle donne brasiliane al programma Report di Rai3. “È  impossibile non indignarsi di fronte alle espressioni dell'inviato speciale del presidente Donald Trump per le partnership globali", afferma la moglie di Lula in un lungo post pubblicato sui social.     "Le donne brasiliane - prosegue la first lady - con grande forza e coraggio, spezzano ogni giorno i cicli di violenza e di silenzio (...) Affermare che siamo una 'razza maledetta' e 'programmate per seminare il caos' ci sminuisce. Sappiamo benissimo chi siamo e siamo molto orgogliose di ciò che diventiamo ogni giorno (...) Non siamo programmate per nulla.     Siamo persone con una voce, con dei sogni, e lottiamo ogni giorno per vivere con dignità e libertà, per essere chi vogliamo essere", conclude Silva.     Le affermazioni di Zampolli sono in particolare legate alla vicenda con la sua ex compagna brasiliana, Amanda Ungaro, che lo accusa di aver utilizzato i suoi contatti con l'amministrazione Trump per farla deportare dagli Usa. 

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