sabato 11 aprile 2026

Orban a casa?

[Nel poker puoi avere in mano brutte carte, ma non importa perché puoi sempre fare un bluff. Bret Harrison / Alex Stillman in “Deal – The King of Poker] L'opposizione "complotta con servizi di intelligence stranieri, senza fermarsi davanti a nulla" per "impadronirsi del potere". Lo ha detto il premier ungherese Viktor Orban in un video pubblicato su Facebook, accusando gli avversari a due giorni dal voto. L'opposizione sta portando avanti un "tentativo organizzato di usare il caos, la pressione e la demonizzazione internazionale per mettere in discussione la decisione del popolo ungherese", ha evidenziato Orban, denunciando "minacce di violenza" contro i suoi sostenitori, "accuse di brogli elettorali completamente inventate" e "manifestazioni pre-organizzate" prima dello spoglio. Il presidente argentino Javier Milei ha iniziato una visita ufficiale in Ungheria, dove incontrerà il primo ministro Viktor Orbán e parteciperà all'ultima edizione della Conferenza di Azione Politica Conservatrice (Cpac), foro dell'ultradestra internazionale.    Milei è arrivato a Budapest accompagnato dalla sorella, Karina Milei, e dal ministro degli Esteri, Pablo Quirno, e secondo quanto riporta l'agenda ufficiale terrà anche un incontro con il presidente Tamás Sulyok, e riceverà una laurea honoris causa dall'Università Ludovica di Budapest.    Il viaggio rientra nella missione di diffusione dell'idea di "battaglia culturale" globale contro le sinistre che il leader ultraliberista si è posto fin dal suo insediamento e ribadisce l'allineamento politico con Orban, una delle figure di spicco del sovranismo europeo.    Il viaggio all'estero di Milei avviene inoltre nel contesto di una forte esposizione del presidente sui media argentini per le ultime rivelazioni sul cosiddetto 'criptogate'. Per lo sblocco del prestito da 90 miliardi all’Ucraina, bloccato dall’Ungheria, “non sono molto ottimista” ma “so che il presidente Costa sta lavorando molto per trovare una soluzione, ci sono delle alternative ma serve la copertura politica”. Lo ha detto Kaja Kallas, rappresentante Ue per la politica estera, arrivando al Consiglio europeo. “I ministri degli Esteri hanno fatto pressione sull’Ungheria e proposto soluzioni in uno spirito costruttivo ma in tempo di elezioni le persone non sono razionali…”, ha concluso, riferendosi al voto politico del 12 aprile in Ungheria.  “Vogliamo ricevere il petrolio che l’Ucraina sta bloccando. Non supporteremo nessuna decisione in favore dell’Ucraina finché l’Ungheria non riceverà il petrolio che le appartiene”. Lo ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orban arrivando al Consiglio europeo.  “La nostra posizione è chiara: siamo pronti a sostenere l’Ucraina quando riceveremo il petrolio che loro stanno bloccando. Aspettiamo il petrolio, il resto sono storie, vogliamo fatti. È un fattore di esistenza per l’Ungheria” che senza petrolio rischia “la bancarotta” e dunque “non è un gioco”, ha ribadito.


2 commenti:

  1. L'Ungheria si prepara a un voto storico. Domani saranno chiamati alle urne 8.114.688 cittadini per un'elezione che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Viktor Orban e aprire la strada all'opposizione guidata da Peter Magyar. Il sistema elettorale assegna 199 seggi: 106 nei collegi uninominali con sistema maggioritario, 93 attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%.    I seggi saranno aperti dalle 6 alle 19. Poi inizierà la lunga notte dello spoglio, tra proiezioni e risultati ufficiali attesi nella notte. L'affluenza si preannuncia alta: nel 2022 si attestò intorno al 70%, questa volta il Paese sembra pronto a mobilitarsi con numeri ancora più elevati.    Tra i più giovani, 181.280 voteranno per la prima volta. Nel complesso, gli under 30 sono circa un milione e mezzo, oltre il 12% dell'elettorato: una generazione più esposta ai messaggi di cambiamento, che può rivelarsi decisiva nella sfida tra Orban e Magyar. A pesare sarà anche il voto fuori sede e dall'estero: circa 500mila elettori voteranno per corrispondenza, mentre 90.730 ungheresi temporaneamente fuori dai confini nazionali esprimeranno la propria preferenza nelle rappresentanze diplomatiche. Il voto delle minoranze coinvolge invece 73.791 persone.

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  2. "Se avremo 3 milioni di voti, nemmeno le porte dell'inferno potranno prevalere su di noi nei prossimi quattro anni". Lo ha detto Viktor Orban in comizio a Budapest, chiedendo a ognuno di "portare con sé qualcun altro alle urne" e chiamando a raccolta i giovani.

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