domenica 12 aprile 2026

Non si transita da Hormuz

[Il poker è il modo più difficile per fare una vita facile. Johnny Moss] "Inizieremo a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi o contro imbarcazioni pacifiche verrà fatto saltare in aria!". Lo ha scritto Donald Trump su Truth. "La Gran Bretagna e un paio di altri Paesi stanno inviando dei dragamine", nello stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News. Donald Trump annuncia su Truth il blocco navale immediato nello Stretto di Hormuz: "Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare". L'annuncio di Vance arriva da Islamabad nel pieno della notte e gela il mondo: 'Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l'Iran'. Secondo il vicepresidente americano 'non c'è la promessa da parte dell'Iran di abbandonare definitivamente l'arma nucleare'. Secondo Teheran, invece, 'i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa'. Dopo il fallimento dei colloqui l'Iran "non ha fretta di avviare un nuovo negoziato". Né ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, "a meno che gli Usa non accettino un accordo ragionevole". Lo ha riferito una fonte informata all'agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Baghaei ha detto che il fallimento dei colloqui è dovuto alle "eccessive richieste degli Stati Uniti" su questioni come Hormuz e il dossier nucleare. Lo Stretto, uranio e asset congelati sono stati i nodi della trattativa anche secondo il New York Times. Intanto Trump riposta sui social un articolo sull'ipotesi del 'blocco navale' del Golfo per danneggiare l'Iran, in caso di mancata intesa. In Libano almeno 11 morti nei nuovi raid israeliani nel sud del Paese.  La riapertura dello Stretto di Hormuz, il destino di quasi 900 libbre (408 kg) di uranio altamente arricchito e la richiesta iraniana di sbloccare circa 27 miliardi di dollari di asset congelati all'estero sono stati i punti critici che hanno fatto deragliare la trattativa tra Iran e Usa. Lo scrive il New York Times che cita due funzionari iraniani a conoscenza dei colloqui. Gli Stati Uniti avevano chiesto all'Iran di riaprire immediatamente lo stretto a tutto il traffico marittimo, ma l'Iran si è rifiutato di rinunciare alla sua influenza su questo punto strategico per le petroliere, affermando che lo avrebbe fatto solo dopo un accordo di pace definitivo. L'Iran ha anche chiesto un risarcimento per i danni causati da sei settimane di raid aerei e lo sblocco delle entrate petrolifere congelate in Iraq, Lussemburgo, Bahrein, Giappone, Qatar, Turchia e Germania per la ricostruzione, hanno aggiunto i funzionari, ma gli americani hanno respinto tali richieste. Un altro punto di contesa è stata la richiesta del presidente Trump che l'Iran consegnasse o vendesse l'intero stock di uranio arricchito di grado quasi nucleare. L'Iran ha presentato una controproposta, ma le parti non sono riuscite a raggiungere un compromesso, hanno affermato i funzionari. "Abbiamo chiarito in modo inequivocabile quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a cedere e su quali no", ha dichiarato il vicepresidente JD Vance dopo 21 ore di incontri con alti funzionari iraniani presso l'hotel Serena di Islamabad, senza specificare quali fossero le linee rosse.  Fiato sospeso in vista della riapertura dei mercati in attesa di nuovi sviluppi dopo il flop del primo round di trattativa tra Usa e Iran e le rinnovate minacce del presidente Usa. Gli occhi sono puntati sull'energia con i prezzi di petrolio e gas che hanno ritracciato nelle ultime sedute nella speranza di una schiarita sul conflitto e peso importante durante la settimana avranno anche gli elementi che emergeranno dalle sedute primaverili del Fmi internazionale al via lunedì a Washington.I meeting del Fondo, rileva l'agenzia Bloomberg, arrivano per il secondo anno consecutivo in mezzo ad una crisi globale, segnata dalle politiche del presidente Usa: nel 2025 quella provocata dai dazi, quest'anno dalla guerra con l'Iran. Su questo fronte è già arrivato nei giorni scorsi l'allarme della direttrice generale dell'Fmi Kristalina Georgieva: una sorta di 'allacciatevi bene le cinture' visto che, ha spiegato, dalla guerra in Iran arriverà 'uno choc di vasta portata' e 'cicatrici permanenti per l'economia'. I nuovi dati arriveranno martedì e sicuramente saranno diversi da quelli di inizio anno quando si prevedeva che la crescita mondiale sarebbe stata del 3,3% quest'anno, con espansioni del 2,6% negli Stati Uniti, dell'1,3% nell'eurozona.    Osservata speciale l'inflazione che, secondo le precedenti previsioni, per l'eurozona avrebbe dovuto aggirarsi intorno al 2%, quest'anno e il prossimo. Occhi puntati quindi sull'andamento dei prezzi energetici. L'annuncio dei negoziati aveva contribuito a moderare i prezzi nelle ultime sedute: i contratti sul greggio del Texas con scadenza a maggio venerdì sera passavano di mano a 96,57 dollari al barile e ancora più bassi erano i valori dei future sul Brent con scadenza a giugno a 95,2 dollari al barile. Nulla a che vedere però con gli acquisti sul petrolio già in transito che hanno raggiunto quotazioni stellari, secondo Bloomberg, con carichi con consegna prevista nelle prossime settimane che sono stati scambiati a prezzi senza precedenti, superiori a 140 dollari al barile.L'agenzia cita "i trader di alcune raffinerie asiatiche, che parlando a condizione di anonimato, hanno affermato di non essere più concentrati sul prezzo e di cercare semplicemente di assicurarsi barili di greggio ovunque possibile per garantire la sicurezza energetica": la spinta inflazionistica è evidente. Sul fronte del gas europeo anche dopo il cessate il fuoco, i contratti europeo sono ancora 40% al di sopra dei livelli pre-conflitto.Tutti da definire i possibili valori con una chiusura più duratura di Hormuz. In queste ore intanto prende l'avvio una nuova modalità per il mercato europeo con un ampliamento dell'orario delle contrattazioni con le ore di negoziazione che raddoppiano da 10 a 21. Un ampliamento annunciato da tempo ma che arriva particolarmente opportuno data la forte volatilità. Convitato nella prima seduta della settimana infine, anche l'esito delle elezioni politiche ungheresi che potrebbe avere un ruolo rilevante sull'andamento delle piazze europee. 

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