sabato 4 aprile 2026

I capricci di Orban

[Qual è la regola numero uno a poker? Lasciare le emozioni fuori dalla porta. Dialogo tra Brad Pitt / Robert “Rusty” Charles Ryan e Topher Grace, film e un “Ocean’s Eleven”]  Il primo ministro ungherese Viktor Orban si è espresso contro l'adesione di Kiev alla Nato durante una riunione plenaria a cui era presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al vertice di Washington dell'Alleanza nordatlantica, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa americana Bloomberg.    Durante il summit dell'11 luglio Orban ha rifiutato di sostenere l'appoggio militare all'Ucraina e ha suggerito che Kiev non dovesse unirsi all'alleanza, secondo fonti della Bloomberg.  L'agenzia di stampa afferma che "alcuni leader hanno reagito suggerendo che la storia della stessa Ungheria dimostra perché l'Ucraina appartiene all'alleanza", in riferimento all'invasione del Paese da parte dell'Unione Sovietica nel 1956.  L' "atto di grave slealtà" dell'Ungheria sul prestito all'Ucraina bloccato al Consiglio Europeo di oggi è destinato a lasciare "tracce profonde" e ad avere "conseguenze ben oltre questo singolo episodio". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz incontrando la stampa al termine del summit rispondendo a una domanda sull'ipotesi di passare alla maggioranza qualificata al posto dell'unanimità: i Trattati prevedono regole precise, ha ricordato, e in molti casi serve comunque una decisione unanime per passare a quel sistema. "Viktor Orban non è stato disposto ad accettarlo e per questo siamo bloccati sotto diversi aspetti".    Merz ha sottolineato che lo stallo riguarda non solo i 90 miliardi di prestiti a Kiev ma anche l'apertura di nuovi capitoli nei negoziati di adesione. Questo "non può essere accettato" e "avrà conseguenze ben oltre questo singolo episodio", ha affermato, annunciando che la questione sarà riaperta nei negoziati sul bilancio Ue. "È un atto di grave slealtà nell'Unione europea che, per quanto mi è stato riferito, non si era mai verificato in questa forma", ha insistito, aggiungendo che tra i leader c'è "profonda irritazione".  

Nessun commento:

Posta un commento