lunedì 13 aprile 2026

Bux +4,95%

[Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. Che Guevara] Il Cremlino non si congratulerà con Peter Magyar, leader del Partito Tisza, per la sua vittoria alle elezioni parlamentari in Ungheria, poiché l’Ungheria è un Paese ostile, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.  “Non inviamo congratulazioni ai Paesi ostili. E l’Ungheria è un Paese ostile; sostiene le sanzioni contro di noi”, ha affermato oggi Peskov. Allo stesso tempo, la Russia è aperta al dialogo con l’Ungheria, ha aggiunto il portavoce ai giornalisti.  “Siamo aperti al dialogo, siamo pronti a costruire relazioni buone e reciprocamente vantaggiose. Vedremo poi quale sarà la linea generale della nuova leadership. Se rimarrà pragmatica o diventerà politicizzata, è difficile dirlo in questo momento”, ha concluso. Il voto in Ungheria mette il turbo alla Borsa di Budapest che chiude in rialzo del 4,95% all’indomani della vittoria elettorale del partito filoeuropeo Tisza, che con una schiacciante maggioranza parlamentare pone fine ai 16 anni di governo di Viktor Orbán. L’indice Bux, in netta controtendenza rispetto alla debolezza delle altre Borse europee, ha raggiunto i valori massimi da un anno, portandosi in area 140mila punti. Anche i titoli di Stato decennali ungheresi beneficiano del nuovo scenario politico: il rendimento dei bond sovrani si raffredda al 6,27%, con un crollo di 34 punti base rispetto alla chiusura di venerdì.  “Il miglioramento delle relazioni con l’Ue e la lotta alla corruzione e alle violazioni dello Stato di diritto sono fondamentali per garantire la stabilità a lungo termine e migliorare la percezione del Paese”, ha commentato Magdalena Polan, head of EM macro research di PGIM. “Una politica macroeconomica credibile, unita alla ripresa dei finanziamenti dell’UE, potrebbe rafforzare le prospettive di crescita dell’Ungheria, stabilizzare la sua posizione di bilancio e migliorare la sua reputazione internazionale. Sebbene permangano alcune sfide, il nuovo governo ha un’opportunità unica per affrontare le questioni sistemiche e favorire la ripresa economica”, ha aggiunto.  “L’Ungheria affronta questa fase di transizione con prospettive di crescita deboli, margini fiscali limitati e anni di allocazione inefficiente delle risorse economiche”, ha spiegato Apolline Menut, economista di Carmignac. “Un’ampia maggioranza per Tisza migliora in modo significativo lo scenario attraverso tre canali: una riduzione dei premi per il rischio qualora la politica fiscale recuperi credibilità; un contesto domestico più competitivo, con minori rendite oligopolistiche e una più efficiente allocazione del capitale; nonché un possibile rapido sblocco di ingenti fondi Ue congelati per questioni legate allo stato di diritto, con una scadenza a fine agosto verosimilmente rispettata. In altri termini, l’impatto macroeconomico potrebbe essere limitato a livello europeo, ma potenzialmente rilevante su scala nazionale. La larga super maggioranza di Tisza rappresenta un vero punto di svolta per il Paese”, ha concluso.


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