[Mostrami qualcuno senza ego e ti mostrerò un perdente; avere un ego sano o un’alta opinione di te stesso è molto positivo nella vita! Donald Trump] Sul caso Almasri l'Italia è stata deferita all'Assemblea degli Stati parte dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Questa la decisione, presa a maggioranza, dei giudici della Camera preliminare della Cpi. L’aula della Camera ha approvato per 47 voti di differenza la proposta di elevazione di un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti del Tribunale dei ministri e della Procura di Roma per la vicenda che riguarda Giusi Bartolozzi, l’ex capo gabinetto del ministero della Giustizia, indagata per false informazioni al pm nella vicenda Almasri. Il procedimento nei confronti di Giusi Bartolozzi si allontana, nonostante una data già fissata per l'inizio del processo il prossimo 17 settembre. Prima di quel giorno nuovi sviluppi nella partita giocata dall'ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia potrebbero cambiare le carte in tavola. A partire dal ricorso alla Consulta, per il quale la Camera ha dato in queste ore il via libera alla richiesta di sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della procura di Roma per il ruolo avuto da Bartolozzi nell'affaire Almasri, il generale libico accusato di torture e stupri dalla Cpi, arrestato in Italia oltre un anno fa e poi subito rimpatriato con un aereo dei servizi. Secondo la maggioranza, Tribunale e Procura avrebbero leso le prerogative della Camera escludendo l’ex collaboratrice del ministro Nordio dalla richiesta di autorizzazione a procedere che invece ha evitato il processo al guardasigilli, al ministro Piantedosi e al sottosegretario Mantovano. “È evidente che esiste una connessione sostanziale tra i fatti ascritti a Nordio e la condotta di Bartolozzi. Il tribunale dei Ministri ha riconosciuto che l’allora capo di gabinetto aveva partecipato alle riunioni del 19 e del 21 gennaio 2025, aveva coordinato l’azione degli uffici, aveva agito come esecutrice delle direttive giuridiche di Nordio”, ha detto in aula Pietro Pittalis (Fi). Secondo Devis Dori (Avs), presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, la Consulta boccerà il conflitto sollevato da Montecitorio ma “il voto di oggi è funzionale a far avvicinare la prescrizione dell’ipotesi di reato”. Pd, Avs e M5s avevano chiesto il voto segreto ma il vicepresidente della Camera Sergio Costa ha spiegato che la richiesta non poteva essere accolta perché si trattava di un voto procedurale.
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