martedì 3 marzo 2026

Qatar attacca l’Iran

[Non c’è modo di sfuggire all’alito di una città che masticava e sputava esistenze di cui non si curava affatto. Francesca Diotallevi] Fonti occidentali hanno riferito oggi che il Qatar ha attaccato l'Iran nelle ultime 24 ore. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12.Non si hanno al momento altre conferme. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, senza nominarli, ha esortato le forze responsabili dell'attacco a una scuola femminile in Iran a indagare e a condividere le proprie opinioni sull'"orribile" incidente. Lo riporta Reuters sul sito. "L'Alto Commissario (Volker Turk) chiede un'indagine rapida, imparziale e approfondita sulle circostanze dell'attacco. L'onere delle indagini ricade sulle forze che hanno perpetrato l'attacco", ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che le forze statunitensi "non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola", dopo che i media statali iraniani hanno riferito che oltre 160 persone sono state uccise nel primo giorno degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, sabato. La nazionale femminile di calcio iraniana ha rifiutato di cantare l'inno nazionale prima della partita inaugurale della Coppa d'Asia in Australia. Secondo quanto riporta The Guardian, "Ogni membro della squadra è rimasto in silenzio, rivolto dritto davanti a sé, durante l'inno prima del calcio d'inizio della partita del Gruppo A contro la Corea del Sud, che ha poi vinto 3-0 al Gold Coast Stadium nel Queensland. L'allenatrice dell'Iran, Marziyeh Jafari, e le sue giocatrici hanno rifiutato di fare commenti sulla guerra e sulla morte dell'ayatollah Ali Khamenei". La squadra iraniana è arrivata in Australia diversi giorni prima dell'inizio degli attacchi aerei in Medio Oriente. Giovedì affronteranno l'Australia, domenica le Filippine. Proprio le australiane hanno elogiato le calciatrici iraniane: "Il nostro cuore va a loro e alle loro famiglie - ha detto la centrocampista australiana Amy Sayer - È una situazione difficile ed è davvero coraggioso da parte loro poter essere qui e esibirsi. La cosa migliore che possiamo fare per dare il nostro contributo è semplicemente offrire loro la migliore partita di calcio possibile e mostrare loro il rispetto sul campo. Speriamo che la situazione migliori e che possano continuare a stare al sicuro in Australia".    

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