[Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere in modo sleale. Pier Paolo Pasolini] McDonald's lancia il menù più economico degli ultimi anni, con prodotti a 3 dollari o meno, nel tentativo di riportare nei ristoranti i clienti a basso reddito. La mossa riflette un problema che non riguarda solo la catena di fast-food ma gli Stati Uniti: nonostante i ricavi in crescita, McDonald's ha registrato una frenata della domanda tra i consumatori più esposti all'inflazione e sempre più attenti alla spesa. Il fenomeno, spiegano gli esperti, è tipico di un'economia "a K", in cui i redditi più alti reggono, mentre quelli più bassi tagliano consumi e diventano decisivi per le strategie dei grandi marchi. "McDonald's non si farà battere in termini di valore e convenienza", ha spiegato l'amministratore delegato Chris Kempczinski. Quindi, nell'ambito degli sforzi per raggiungere tale fascia di consumatori, l'azienda lancerà ad aprile un nuovo menu economico con prodotti come una porzione da 4 McNuggets di pollo o un panino 'sausage biscuit' al prezzo di 3 dollari o meno. McDonald's presenterà anche un'offerta per la colazione da 4 dollari che comprende un McMuffin, un hash brown, una sorta di frittella di patate, e un caffè. Il nuovo menu da 3 dollari, invece, sostituirà la piattaforma 'McValue' lanciata nel gennaio 2025, che offriva ai clienti la possibilità di aggiungere un secondo prodotto al proprio ordine a prezzo pieno con un supplemento di appena 1 dollaro. L'amministrazione Trump ha annunciato una sospensione di 60 giorni di una legge marittima che limita il trasporto di petrolio all'interno degli Stati Uniti, nel tentativo di arginare l'aumento dei prezzi causato dalla guerra contro l'Iran. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, su X. Il Jones Act del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. È stata un pilastro della politica marittima americana per oltre un secolo. Oltre un quarto dei newyorkesi ha vissuto in povertà nel 2024. Lo scrive il New York Times citando il rapporto 'Poverty Tracker' frutto della collaborazione tra la Columbia University e l'associazione Robin Hood. I dati mostrano che il tasso di povertà è aumentato per il terzo anno consecutivo con un record di 2,2 milioni di residenti che vivono in stato di indigenza, pari al 26% del totale e il doppio della media nazionale del 13%. Oltre il 50% delle persone intervistate ha dichiarato che a causa dell'alto costo della vita in città non è stato in grado di acquistare cibo, pagare le bollette oppure recarsi da un medico. Robin Hood ha sottolineato che con i tagli all'assistenza a livello federale, il numero dei newyorkesi in povertà aumenterà ulteriormente. "Sono la maggior parte delle persone che si vede sulla metropolitana - ha detto Richard R. Buery, jr - amministratore delegato di Robin Hood - alla fine di ogni mese non sanno se saranno in grado di dar da mangiare alle loro famiglie". Sul New York Times si legge che nel 2024, nonostante si sia verificato un rallentamento dell'inflazione e una ripresa economica post pandemia, il costo della vita ha continuato ad aumentare mentre gli stipendi sono rimasti gli stessi. Non a caso il rapporto ha rivelato che una famiglia di quattro persone con un reddito di 100mila dollari all'anno, oppure un adulto singolo con un reddito di 47mila dollari, fa fatica ad arrivare a fine mese e spesso si trova nelle stesse condizioni di coloro che vivono effettivamente in povertà. "La morale è che nel 2024 le difficoltà economiche a New York sono state la norma", ha commentato Sophie M. Collyer del Center on Poverty and Social Policy della School of Social Work alla Columbia University.
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