domenica 22 marzo 2026

Si che voto no

[Chi ci hè di più neru chè a paredda. Niente è più nero della stufa] Sono indagati, a vario titolo, per riciclaggio e intestazione fittizia Mauro Caroccia e la figlia 19enne, titolare del ristorante "Bisteccheria d'Italia" finito al centro dell'affaire Delmastro. La notizia è stata pubblicata da Repubblica e la Stampa, il Domani, dal Fatto Quotidiano."La Procura di Roma - scrive La Stampa - vuole andare a fondo, scandagliare gli affari dei Caroccia, i legami con il clan Senese ed un faro è acceso anche sui fondi con cui la famiglia ha aperto la 5 Forchette, società che ha la proprietà dei ristoranti di Roma e Biella. Una Srl fondata insieme al sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. Ed è qui - afferma il giornale - che sarebbe avvenuto anche un passaggio di contanti che, seppure di modesta entità, è tutto da chiarire". "Le indagini dei pm romani e della Guardia di Finanza - spiega Il Fatto - puntano a ricostruire l'origine dei soldi che la famiglia Caroccia ha investito nel suo 50% della società cui fa riferimento il ristorante "Bisteccheria d'Italia", nel quartiere Colli Albani di Roma, dove Delmastro è stato almeno una volta a cena, anche in presenza del ristoratore condannato per mafia". "Ci sono indagini in corso. Penso che le indagini accerteranno se vi è stata una eventuale partecipazione". Così oggi l'ex magistrato e presidente del senato Pietro Grasso ha risposto, a Torino, a una domanda di giornalisti sul caso Delmastro. Nel capoluogo piemontese Grasso ha partecipato all'iniziativa di Libera contro le mafie. L’ultimo in ordine di tempo ad essere finito nel mirino della magistratura è il sottosegretario alla Giustizia in quota Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove. Delmastro è stato rinviato a giudizio dal Gup di Roma nell’ambito del caso Cospito, anche se il pm aveva chiesto il non luogo a procedere: al politico si contesta l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio per avere raccontato dei colloqui in carcere fra l’anarchico Alfredo Cospito e alcuni camorristi  al suo allora coinquilino, nonché amico e collega di partito Giovanni Donzelli. Donzelli chiese conto del fatto nel corso di un intervento in Aula. Compito è uno degli esponenti di spicco del Fai (Federazione anarchica informale). È stato condannato per la gambizzazione del dirigente di Ansaldo Nucelare Roberto Adinolfi e per i due ordigni piazzati all’ingresso della Scuola allievi carabinieri di Fossano. Cospito ha messo in atto un lungo e drastico sciopero della fame contro il 41bis. Alcune intercettazioni hanno registrato la volontà di alcuni malavitosi di sostenere la protesta di Cospito. La ministra del Turismo Santanchè  per la gestione del gruppo Visibilia da lei fondato e del quale ha detenuto cariche fino al febbraio 2022. Santanchè e altri sono chiamati a rispondere di false comunicazioni sociali. Decaduta invece l’accusa di bancarotta. La procura di Milano ha poi aperto altri filoni di inchiesta contro ignoti per altre vicende: c’è il caso della società Ki Group-Bioera per il quale i pm hanno chiesto il fallimento per “gravi omissioni in danno dei creditori”; c’è la presunta truffa ai danni dello Stato in relazione al ricorso, da parte di Visibilia Editore, della cassa integrazione a zero ore nel periodo del Covid per alcuni dipendenti; e c’è un filone che riguarda il caso Negma, fondo con base negli Emirati Arabi e alle British Virgin Islands.  Il Tribunale dei Ministri ha ricevuto gli atti relativi al procedimento che vede iscritti nel registro degli indagati la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i Ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e il Sottosegretario Alfredo Mantovano. A questo punto, il Tribunale avrà 90 giorni per compiere l’attività investigativa, che include l’esecuzione di indagini preliminari, l’audizione delle persone coinvolte e la possibilità di affidare deleghe agli investigatori per ulteriori accertamenti. Una volta concluse le indagini preliminari, il Tribunale potrà decidere se archiviare il caso, qualora non vi siano motivi per procedere, oppure trasmettere gli atti al procuratore della Repubblica con una relazione motivata, affinché richieda l’autorizzazione a procedere. Quest’ultima dovrà essere chiesta alla Camera di appartenenza degli inquisiti. Nonostante alcuni dei coinvolti non siano membri del Parlamento, la Camera competente, sulla base dell’istruttoria condotta dall’apposita giunta, avrà il compito di valutare se l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse costituzionalmente rilevante o per un preminente interesse pubblico. Se l’autorizzazione a procedere viene concessa, il processo si svolgerà nel tribunale ordinario del distretto di corte d’appello competente per territorio. È importante sottolineare che il Tribunale dei Ministri non avrà più competenza sul caso, poiché i suoi membri non potranno partecipare alle fasi successive del procedimento. Il Tribunale dei Ministri è una sezione specializzata del tribunale ordinario, incaricata di trattare i reati commessi dal Presidente del Consiglio e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni. In base all’articolo 96 della Costituzione, i membri del governo sono sottoposti alla giurisdizione ordinaria per i reati commessi durante l’esercizio delle loro funzioni, ma solo previa autorizzazione delle Camere, come stabilito dalla legge costituzionale. La vicenda potrebbe quindi evolversi con tempi che dipenderanno dalle decisioni del Tribunale dei Ministri e dalle eventuali autorizzazioni parlamentari, con i politici coinvolti che potrebbero trovarsi di fronte a un lungo percorso giuridico. Voto no perché tutto questo non venga cancellato. 

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