[C’è sempre una certa follia nell’amore, ma c’è sempre anche un po’ di ragione nella stessa follia. Friedrich Nietzsche] Gli scenari internazionali, dopo l’attacco all’Iran, cambieranno. Con il ridimensionamento, se non il cambiamento di regime, gli equilibri sono destinati a cambiare. L’Iran, fino a ieri l’altro, costruiva droni per la Russia, vendeva petrolio alla Cina, i missili della Corea del Nord sono realizzati da ingegneri iraniani; inoltre l’Iran è ampiamente considerato un sostenitore statale del terrorismo, finanziando, armando e addestrando gruppi militanti in Medio Oriente come Hezbollah, Hamas, le milizie sciite in Iraq e gli Houthi in Yemen. Questa strategia per procura mira a estendere l'influenza iraniana, destabilizzare la regione e colpire avversari come Israele e l'Arabia Saudita. Tutto questo a breve finirà. Si chiude un’era per la Repubblica Islamica con la morte dell’Ayatollah Ali Khamenei a 86 anni, l’uomo che per oltre tre decenni ha esercitato un potere pressoché assoluto su religione, politica e apparati militari. Nato a Mashhad nel 1939 in una famiglia modesta, Khamenei passa gran parte degli anni ’60 e ’70 in prigione per il suo attivismo contro lo Scià. Fedelissimo di Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica, gli succede come Guida Suprema nel 1989. Sotto la sua guida, e con l’appoggio del Corpo delle Guardie della Rivoluzione – di cui ha ampliato moltissimo il potere – esplode il confronto ideologico con l’Occidente, il grande nemico, in particolare contro Israele e gli Stati Uniti “Grande Satana”. Durante il suo regime, in cui il Paese è sprofondato in una grave crisi economica, ogni tentativo di protesta da parte della popolazione è stato bollato come colpo di Stato e represso nel sangue, dal Movimento Verde del 2009 fino alle manifestazioni per Mahsa Amini nel 2022, dopo la morte della giovane donna in seguito all’arresto per non aver indossato bene il velo da cui nacque il movimento “Donne, Vita, Libertà”, fino alle ultime proteste di piazza fra il 2025 e i primi mesi del 2026, nuovamente soffocate con la violenza. Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito finora più di 2.000 target in Iran. Lo riporta il New York Times citando un funzionario americano. L'operazione in Iran potrebbe durare "quattro settimane o meno", quindi un mese. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al Daily Mail. Il presidente statunitense ha inoltre rotto il silenzio sulle prime tre vittime americane in Iran. "Sfortunatamente lo aspettavamo, e potrebbe accadere ancora", ha detto nella stessa intervista. Le autorità Usa hanno riferito che tre americani sono stati uccisi e cinque feriti.
domenica 1 marzo 2026
Non solo Iran
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento