[Tutto ciò che può essere detto, può essere detto chiaramente. Wittgenstein] “Araghchi sarà a Ginevra. Stiamo proseguendo il processo sotto l’egida della Guida Suprema, per uscire da questa situazione ‘né guerra né pace’, che ci consentirà di rimuovere più facilmente gli ostacoli all’economia iraniana”, ha affermato. Un funzionario di Hezbollah ha detto che il gruppo paramilitare libanese non interverrà militarmente nel caso di attacchi "limitati" degli Usa all'Iran, ma considererà qualunque attacco contro il leader supremo l'ayatollah Khamenei una "linea rossa". Le autorità libanesi temono che un coinvolgimento di Hezbollah nel caso in cui un potenziale attacco statunitense contro l'Iran scatenasse una guerra regionale, ma il funzionario ha detto all'Afp in condizione di anonimato: "Nel caso di attacchi limitati degli Usa sull'Iran, la posizione di Hezbollah sarà di non intervenire militarmente". Il Libano presenterà una denuncia al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per gli attacchi israeliani nel Paese. Lo ha detto il ministro dell’Informazione Paul Marcos, citando il premier Nawaf Salam, durante un briefing con i media a Beirut. Il governo libanese accusa Israele di aver distrutto la maggior parte dei ponti sul fiume Litani, provocato sfollamenti di massa nel sud del Paese e portato avanti sequestri di terreni e demolizioni di case. “Israele ha fatto saltare in aria la maggior parte dei ponti sul fiume Litani nel tentativo di tagliare fuori quest’area dal resto del territorio libanese. Ciò è stato accompagnato dallo sfollamento di massa degli abitanti delle città e dei villaggi situati a sud del Litani, così come dalla confisca quotidiana di terreni e dalla demolizione di case, a volte rase completamente al suolo, come a indicare che i civili non torneranno presto nelle loro abitazioni”. “Consideriamo queste azioni e dichiarazioni, sotto qualunque etichetta vengano presentate, come “cintura di sicurezza” o “zona cuscinetto”, estremamente pericolose, perché minacciano la sovranità del Libano, l’integrità del suo territorio e i diritti del suo popolo. Sono anche in totale contraddizione con il diritto internazionale, il diritto internazionale umanitario e la Carta delle Nazioni Unite”. “Chiedo che il ministro degli Esteri e degli Emigrati presenti immediatamente una denuncia al Consiglio di Sicurezza su questa vicenda. Contatterò inoltre direttamente il segretario generale delle Nazioni Unite subito dopo la fine di questa sessione, proprio per questo scopo”.
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