[Fortuna vitrea est; tum cum splendet, frangitur. P.Siro] Il Ministero della Difesa britannico ha criticato gli attacchi iraniani definendoli "una minaccia per gli interessi britannici" dopo le notizie relative al lancio di due missili balistici contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia. Lo riporta SkyNews citando il portavoce del Ministero: "Gli attacchi sconsiderati dell'Iran, che si abbattono su tutta la regione e tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz, rappresentano una minaccia per gli interessi britannici e per gli alleati della Gran Bretagna." "I jet della Raf e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e le nostre truppe nella regione", ha proseguito la Difesa Gb sottolineando che "questo governo ha concesso agli Stati Uniti il permesso di utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate." L'Iran non è riuscito a colpire la base militare congiunta anglo-americana di Diego Garcia nell'Oceano Indiano, ha confermato all'Afp una fonte ufficiale britannica, dopo che il Wall Street Journal aveva riportato che Teheran aveva lanciato due missili balistici contro la base. La fonte ha affermato che il "fallimento del tentativo di colpire la base governativa di Diego Garcia" è avvenuto prima che il Regno Unito annunciasse che avrebbe consentito agli Stati Uniti di utilizzare alcune delle sue basi per colpire siti iraniani utilizzati per attaccare navi nello Stretto di Hormuz. L’Iran ha lanciato oggi due missili balistici a medio raggio contro la base americano-britannica di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, a circa 4.000 chilometri dal proprio territorio. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti statunitensi, secondo cui nessuno dei due vettori ha colpito l’obiettivo: uno avrebbe subito un guasto in volo, mentre l’altro sarebbe stato intercettato da un missile statunitense SM-3 lanciato da una nave da guerra. Il Pentagono per ora non ha voluto commentare. Diego Garcia, situata nell’arcipelago delle Chagos a sovranità britannica, è una delle principali basi strategiche utilizzate dagli Stati Uniti per operazioni a lungo raggio. Ospita bombardieri, sottomarini nucleari, unità navali e piattaforme logistiche ed è stata designata, insieme ad altre installazioni, per “operazioni difensive specifiche contro l’Iran”. La base è stata usata per le campagne militari mediorientali, in quanto permette di evitare paesi strettamente della regione, con le problematiche emerse in questi giorni: in sostanza, rende possibile rapidi interventi unilaterali in Medio Oriente e nell’Oceano Indiano senza dipendere da basi situate in paesi politicamente instabili o esposti a pressioni interne. L’episodio, che difficilmente avrebbe potuto portare a un impatto diretto sulla base Usa-Gb, ha un forte valore di avvertimento riguardo un possibile salto qualitativo nelle capacità missilistiche iraniane. Teheran ha finora dichiarato di usare una gittata massima di circa 2.000 chilometri, mentre questo attacco suggerirebbe un raggio operativo doppio. E il primo tentativo noto di colpire un obiettivo così distante, segnalando un ampliamento geografico del confronto oltre il Medio Oriente: 4.000 chilometri significa in teoria poter raggiungere l’Europa, compreso il Regno Unito. Il Regno Unito ieri ha formalizzato il permesso agli americani per utilizzare le basi per “operazioni difensive” volte a colpire “le capacità utilizzate per attaccare le navi nello Stretto di Hormuz”. Il sistema di intelligenza artificiale Maven di Palantir diventerà un programma ufficiale del Pentagono: lo si legge in una lettera ai vertici della Difesa Usa del numero due Steve Feinberg, datata 9 marzo e rivelata da Reuters sul suo sito. Nella lettera, indirizzata ai vertici del Pentagono e ai comandanti delle forze armate statunitensi, Feinberg ha scritto che l'integrazione del sistema intelligente Maven di Palantir fornirà ai combattenti "gli strumenti più avanzati necessari per individuare, scoraggiare e dominare i nostri avversari in tutti i settori". Maven è una piattaforma software di comando e controllo che analizza i dati dal campo di battaglia e identifica gli obiettivi. È già il principale sistema operativo di intelligenza artificiale per le forze armate statunitensi, che hanno effettuato migliaia di attacchi mirati contro l'Iran nelle ultime tre settimane. La decisione dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell'anno fiscale in corso, che termina a settembre, secondo la lettera. Palantir Technologies, contractor del Pentagono e di altre agenzie americane, è la stessa azienda che sta sviluppando anche Titan, un modello di intelligenza artificiale completamento orientato all'uso militare: il nome è l'acronimo di Tactical Intelligence Targeting Access Node, in poche parole è una stazione di terra mobile progettata per accelerare la sequenza temporale "dal sensore al tiratore", integrando dati satellitari e sensori terrestri. Le immagini mostrano i danni causati da un attacco missilistico a un asilo nido a Rishon LeZion, a sud di Tel Aviv. La struttura era chiusa al momento dell’attacco e la polizia israeliana non ha segnalato vittime, affermando che i missili provenivano dall’Iran. Malgrado le recenti affermazioni di Donald Trump sul suo social network “Truth” secondo cui gli Stati Uniti potrebbero considerare presto una riduzione graduale del loro impegno militare contro l’Iran, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che, a partire da domenica, gli Stati Uniti e Israele intensificheranno i loro attacchi contro l’Iran. “Questa settimana, l’intensità degli attacchi che saranno sferrati dall’Idf e dalle forze armate statunitensi contro il regime terroristico iraniano e le infrastrutture su cui esso fa affidamento aumenterà in modo significativo”, ha affermato in una dichiarazione in video. La campagna guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu proseguirà. Siamo determinati a continuare a guidare l’offensiva contro il regime terroristico iraniano, a neutralizzarne i comandanti e a vanificarne le capacità strategiche fino a quando ogni minaccia alla sicurezza non sarà stata eliminata
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