[Il concetto di riscaldamento globale è stato creato da e per i cinesi per far sì che la produzione degli Stati Uniti non sia competitiva. Donald Trump] All'alba dopo le elezioni parlamentari in Danimarca lo scrutinio è completo evidenziando un voto frammentato con 7 seggi di vantaggio per il blocco rosso, centro-sinistra, guidati dalla Socialdemocratica Mette Frederiksen rispetto al blocco blu, conservatore, guidati dal Liberale Troels Lund Poulsen. I Moderaterne, centristi, o blocco viola, detengono 14 seggi e avranno un ruolo chiave nel formare una maggioranza che necessita un quorum di 90 seggi nel Folketinget, il parlamento danese. In giornata ci sarà un dibattito post voto tra i leader dei partiti e poi spetterà al re conferire un mandato esplorativo a uno dei leader di partito. Mette Frederiksen, Lars Lokke Rasmussen o anche Pia Olsen Dyhr di Sf potrebbero ricevere il compito di formare una coalizione di maggioranza. I centristi, guidati dal ministro degli esteri Rasmussen, hanno ottenuto un -1,6% rispetto al voto nel 2022, risultato relativamente buono, a paragone con gli altri due partiti della coalizione di governo uscente. I Socialdemocratici guidati dalla premier Fredriksen hanno registrato il risultato peggiore dal 1903 con -5,9% ma sono tuttora il partito più grande in parlamento. Il partito liberale (Venstre) del ministro della difesa Troels Lund Poulsen ha perso il -3,2% rimanendo il partito più grosso nel blocco consevatore ma scendendo al terzo posto in parlamento. È stato invece un risultato storico per Sf, il Partito Socialista che ora è il secondo partito in parlamento. La leader Pia Olsen Dyhr sottolinea che manterrà una linea 'rosso-verde': "Siamo pronti ai negoziati ma Sf non farà parte di un governo blu. Non siamo disposti a far parte di un governo a qualsiasi costo" ha dichiarato Olsen Dyhr ieri notte. Ottimo risultato anche per la destra sovranista: Df - Partito Popolare Danese, è passata da 5 a 11 seggi: "Noi pensiamo prima di tutto alla Danimarca, non al resto del mondo" ha esultato il leader Morten Messerschmidt aggiungendo che avrebbe preferito una maggioranza per il blocco blu, ma di essere pronto a fare parte di un opposizione conservatrice coesa. Ma il focus sarà ora sui centristi di colore 'viola' (colore ottenuto mischiando il blu al rosso) che sottolinea la missione del fondatore Lars Lokke Rasmusen: "Questo partito è stato formato meno di quattro anni fa dare uno stop alla politica dei blocchi. Ci siamo riusciti la scorsa volta e ci riusciamo nuovamente oggi" ha dichiarato il leader in tarda notte, visibilmente molto compiaciuto. "Le ultime settimane sono state un pò schizofreniche. Da un lato la Tv parlava della politica in Danimarca dal numero di alunni nelle classi al costo della benzina. Dall'altra c'è un mondo in fermento, con la guerra in Iran, il rischio di una crisi energetica, la guerra in Ucraina. È come se fossero due mondi paralleli" ha sottolineato, mettendo dunque enfasi sugli elementi di coesione tra i due blocchi - politica estera e difesa.
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