[Le ferite connesse alle sconfitte d’amore sono le più divertenti vedersi infliggere. Roger Vailland] A Bruxelles si tiene la riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea. Il Consiglio Affari Esteri si concentrerà innanzitutto sull’Ucraina al quarto anniversario dell’aggressione russa e dopo il veto annunciato dall'Ungheria sul 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ribadito il veto di Budapest sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia finché non verranno ripristinate le forniture di petrolio russo dall'oleodotto Druzhba. "Oggi ci sarà una grande battaglia, vorranno tutti il nostro sangue, ma è così, ci impegneremo in questa lotta, perché nessuno può scherzare con l'Ungheria, nessuno può mettere in pericolo la nostra sicurezza energetica" ha detto il capo della diplomazia magiara in un video diffuso sui suoi canali social prima del Consiglio Esteri a Bruxelles. "I fanatici della guerra di Bruxelles non hanno idea migliore che approvare un nuovo pacchetto di sanzioni. Non gli importa nemmeno se l'economia europea va in pezzi. È come quando un uomo magrolino cerca di mostrare i suoi bicipiti, è ridicolo e triste che siamo arrivati a questo punto" ha aggiunto. Szijjártó ha poi sottolineato che il veto vale anche per il prestito di guerra di 90 miliardi di euro. "È ovvio che l'Ucraina non potrà accedere a tale somma fintanto che continuerà a minacciare il nostro approvvigionamento energetico", ha aggiunto. Non odiamo l'Ucraina. Il problema è che lo Stato ucraino odia l'Ungheria e attua una politica anti-ungherese. Negli ultimi dieci anni, l'Ucraina ha tenuto un atteggiamento molto ostile nei confronti dell'Ungheria" ha dichiaro poi Szijjártó. "L'Ucraina non ha il diritto di mettere a rischio la nostra sicurezza energetica. Vogliamo che riprendano immediatamente le forniture di petrolio all'Ungheria, perché non vi è alcuna ragione tecnica o fisica per cui non possano riprendere" ha aggiunto, definendo "molto frustrante" il fatto che "qui a Bruxelles di solito si schierino dalla parte di uno Stato non membro dell'Ue contro gli Stati membri dell'Ue. Quindi la Commissione europea si comporta un po' come una Commissione dell'Ucraina. E questo è incredibile". Szijjártó ha poi aggiunto che l'import di fonti energetiche dalla Russia ammonta allo "0,2% del Pil russo". "È nostro diritto sovrano - ha spiegato - decidere da chi acquistiamo le fonti energetiche e che tipo di fonti energetiche acquistiamo" e "non siamo disposti ad acquistare fonti energetiche più costose di quelle attuali" né "ad acquistare da fonti meno affidabili di quelle attuali”. "Ti invito fortemente a conformarti alla decisione presa al Consiglio europeo di dicembre" sul prestito da 90 miliardi all'Ucraina. Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in una lettera indirizzata a Viktor Orban sottolineando come "una decisione presa dal Consiglio europeo vada rispettata" e spiegando che "violando questo principio si viola il principio della sincera cooperazione". A Kiev Costa solleverà la questione del caso dell'oleodotto con il presidente Volodymyr Zelensky, ha inoltre ricordato Costa nella missiva. Il ministero degli esteri ucraino ha sconsigliato ai propri cittadini di recarsi in Ungheria dopo l'arresto a Budapest di sette dipendenti di una banca ucraina accusati di riciclaggio di denaro sporco, nuovo episodio di tensione tra i due paesi confinanti. "Il ministero degli Affari Esteri raccomanda ai cittadini ucraini di astenersi dal recarsi in Ungheria, data l'impossibilità di garantire la loro sicurezza a causa delle azioni arbitrarie delle autorità ungheresi", ha dichiarato la diplomazia ucraina in un comunicato. "Solo per le esigenze dell'Ucraina occorrono almeno 2000 missili Patriot. E ora è molto chiaro che dopo la crisi iraniana, se così possiamo definirla, è diventato ancora più urgente per noi in Europa aumentare la produzione di missili di difesa per i missili balistici. Perché gli americani non saranno davvero in grado di fornire un numero sufficiente di questi missili sia per i paesi del Golfo, sia per l'esercito americano stesso, sia per le esigenze dell'Ucraina". Lo ha detto il commissario alla Difesa Andrius Kubilius a Varsavia, prima tappa del suo 'missile tour' in Europa.
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