[Essere uomo è un dramma; essere ebreo, un altro ancora. Così l'Ebreo ha il privilegio di vivere due volte la nostra condizione. Emil Cioran] La leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado ha diffuso un videomessaggio sui social in cui annuncia che "si torna a votare" e che farà ritorno in Venezuela "tra poche settimane". Nel suo intervento, Machado ha definito "inarrestabile" la transizione verso la democrazia, sostenendo che il governo di Nicolás Maduro è stato "sconfitto politicamente ed elettoralmente". La Nobel per la Pace 2025 ha riferito di incontri negli Stati Uniti con il presidente Donald Trump, parlamentari e rappresentanti di organismi internazionali, per rafforzare il sostegno a un nuovo processo elettorale. Tra le priorità indicate, "l'unità dei venezuelani", un "grande accordo nazionale" per garantire governabilità e la preparazione di "una nuova e gigantesca vittoria elettorale". Machado ha infine invitato gli esuli a rientrare per "ricostruire il Paese" e assicurare una transizione "ordinata, sostenibile e definitiva". Cresce la pressione interna e internazionale sul Venezuela mentre restano forti le accuse di repressione politica, alla vigilia di un possibile voto parlamentare su una legge di amnistia.La Nobel per la Pace 2025, l'oppositrice María Corina Machado, ha denunciato davanti alla Commissione interamericana dei diritti umani di Washington che "non esiste transizione democratica senza libertà piene", sostenendo che oltre 600 prigionieri politici restano detenuti o sottoposti a restrizioni giudiziarie nonostante le oltre 400 Machado, riportano i principali media indipendenti del Venezuela, ha chiesto oggi una nuova missione di monitoraggio nel Paese dell'Onu. A Caracas, intanto, la Conferenza Episcopale Venezuelana ha sollecitato tramite un comunicato diffuso sulle sue reti sociali l'approvazione di un'amnistia "ampia e giusta" e la liberazione completa dei detenuti politici, chiedendo al contempo riforme istituzionali e la fine delle norme che limitano le libertà fondamentali. Sul fronte politico, infine, il ministro dell'Interno Diosdado Cabello ha difeso la nuova detenzione dell'oppositore braccio destro di Machado, Juan Pablo Guanipa, sostenendo che la misura è legata al presunto mancato rispetto delle condizioni di scarcerazione. Le sue dichiarazioni sulla televisione statale, Vtv, hanno riacceso le critiche di Ong e osservatori internazionali sulla reale portata del processo di apertura annunciato dalle autorità venezuelane.
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