[Ci sono pochi libri che non siano stati scritti per amore, per una qualche forma di amore, anche solo di amore per la lingua. Ralf Rothmann] L'OSCE è la più grande organizzazione regionale di sicurezza al mondo, con 57 Stati partecipanti tra Europa, Asia centrale e America del Nord. Fondata nel 1975 (e trasformata in organizzazione nel 1995), si occupa di prevenzione dei conflitti, gestione delle crisi e diritti umani attraverso un approccio onnicomprensivo su tre dimensioni: politico-militare, economico-ambientale e umana. Il Presidente in carica dell'Osce, il Consigliere Federale svizzero e Capo del Dipartimento Federale degli Affari Esteri, Ignazio Cassis, e il Segretario Generale dell'Osce, Feridun H. Sinirlioğlu hanno concluso la loro visita in Ucraina. A Kiev hanno incontrato il Presidente, Volodymyr Zelenskyy e tra gli altri il Ministro degli Affari Esteri, Andrii Sybiha. Durante le riunioni è stato ribadito il fermo sostegno dell'Osce a una pace giusta e duratura fondata sul diritto internazionale. "La nostra priorità è sostenere gli sforzi diplomatici in corso volti a porre fine alla guerra attraverso un accordo negoziato", ha detto il Presidente Cassis. "L'Osce, una volta che le condizioni lo permetteranno, contribuirà al monitoraggio di un cessate il fuoco e a sostenere l'attuazione di un accordo di pace" ha aggiunto Cassis che ha anche espresso "grave preoccupazione per la continua sofferenza della popolazione civile". "Gli attacchi russi in corso contro civili e infrastrutture critiche stanno causando danni duraturi. Il diritto internazionale umanitario deve essere sempre rispettato" ha insistito. Il Presidente in carica e il Segretario Generale hanno nuovamente chiesto il rilascio immediato dei tre membri dello staff Osce detenuti: Vadym Golda, Maksym Petrov e Dmytro Shabanov. Dopo gli incontri con le loro famiglie, il Segretario Generale Sinirlioğlu ha dichiarato: "Sto e continuerò a fare tutto ciò che è in mio potere per assicurarmi che si riuniscano con i loro cari il prima possibile". L'Osce informa, infine, che il Presidente in carica e il Segretario Generale si recheranno a Mosca per incontri il 6 febbraio prossimo. "Alcuni alleati europei hanno annunciato che invieranno truppe in Ucraina una volta raggiunto un accordo: truppe sul terreno, jet nei cieli, navi nel Mar Nero. Gli Usa fungeranno da sostegno, mentre altri hanno promesso di fornire supporto in altri modi. Le garanzie di sicurezza sono solide. E questo è fondamentale perché sappiamo che raggiungere un accordo per porre fine a questa terribile guerra richiederà scelte difficili. L'Ucraina deve essere certa che i sacrifici fatti, le vite perse, la devastazione subita, non correrà il rischio di ripetersi". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte a Kiev. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) dovrebbe uscire rafforzata dall’attuale situazione di crisi. Al momento, il consenso, la capacità di agire e la fiducia nell’organizzazione sono profondamente scossi, ha affermato il nuovo presidente Ignazio Cassis venerdì a Vienna. “La guerra della Russia contro l’Ucraina ha fatto precipitare la nostra organizzazione nella crisi più grave della sua storia”, ha dichiarato il ministro degli affari esteri svizzero nel suo discorso di apertura davanti al Consiglio permanente. L’attuale crisi deve rafforzare l’organizzazione e non marginalizzarla. La priorità è chiara: non appena le circostanze lo consentiranno, l’organizzazione vorrebbe contribuire a una pace giusta e duratura in Ucraina. La Svizzera si impegnerà affinché l’OSCE sia riconosciuta come un attore utile e necessario, ha affermato Cassis. Ora occorre intensificare i preparativi affinché l’OSCE sia pronta ad assumere un ruolo mirato, credibile e complementare in caso di distensione o cessate il fuoco tra l’Ucraina e la Russia, ha aggiunto. L’OSCE – che riunisce 57 Paesi tra cui la Russia – non sarà però né una forza di pace né una soluzione miracolosa. Potrà fungere da piattaforma per il dialogo, da meccanismo a sostegno di un cessate il fuoco o da attore per una stabilizzazione mirata. Cassis ha inoltre chiesto l’immediato rilascio dei tre collaboratori dell’OSCE detenuti in Russia. Affinché l’organizzazione abbia successo, ha però bisogno di un budget. È fondamentale raggiungerlo il più rapidamente possibile. Oltre al budget, l’OSCE ha bisogno anche di riforme. “Stiamo preparando proposte pragmatiche affinché l’OSCE possa adempiere al suo mandato”, ha affermato ancora Cassis.
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