mercoledì 4 febbraio 2026

Iran ha paura

[Molto presto capiamo che la sventura non può essere domata dalle apparenze. La sventura scava il suo solco. Anne Skrich] L’Iran vuole che i negoziati in programma con gli Stati Uniti si tengano in Oman e non a Istanbul in Turchia: lo riferisce Axios citando due fonti qualificate. In aggiunta, scrive ancora Axios, Teheran chiede che i colloqui siano in formato bilaterale e non con il coinvolgimento di rappresentanze di altri Paesi.  L'Iran non ha in programma di trasferire all'estero le proprie scorte di uranio arricchito, dopo che erano state menzionate sulla stampa ipotesi di questo tipo nell'ambito del negoziato sul dossier nucleare con gli Usa che dovrebbe essere avviato nei prossimi giorni a Istanbul. Lo ha affermato Ali Shamkhani, alto funzionario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale e consigliere politico della Guida suprema, Ali Khamenei, come riferisce Mehr. Ma secondo ipotesi non ufficiali apparse sulla stampa l'Iran avrebbe accettato di consegnare le sue scorte di 400 chilogrammi di uranio arricchito - sufficienti per produrre fino a 10 armi nucleari - all'estero, probabilmente in Turchia. O, come scrive il New York Times, alla Russia. "Nei negoziati indiretti, vedremo che atmosfera si respira e se c'è spazio per un'intesa o meno. Se questo spazio si forma rapidamente, la situazione può rapidamente passare dai negoziati indiretti a quelli diretti", ha aggiunto Shamkhani, mentre ieri sera anche il vicesegretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, Ali Bagheri, aveva dichiarato che il trasferimento di scorte nucleari arricchite a qualsiasi Paese durante eventuali colloqui con Washington non era in programma. L'inviato del presidente Usa Steve Witkoff è atterrato in Israele in vista degli incontri di oggi pomeriggio con il primo ministro Benyamin Netanyahu, il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir e il direttore del Mossad David Barnea. Al centro dei colloqui il dossier Iran. Lo riferisce il notiziario di Channel 12. 

 

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