[Chiunque tu sia o dovunque tu viva, gli obiettivi arditi possono essere raggiunti con determinazione, convinzione e un atteggiamento rivolto alla crescita. ColinO’Brady] Il colosso informatico francese Capgemini ha annunciato la messa in vendita della sua controllata che lavora per l'Immigration and Customs Enforcement (Ice) statunitense, a seguito di una controversia contrattuale. "Capgemini metterà in vendita la sua controllata Capgemini Government Solutions" e "il processo di vendita per questa entità, che rappresenta lo 0,4% del fatturato stimato del gruppo nel 2025 (meno del 2% del fatturato in Usa), inizierà immediatamente", ha dichiarato l'azienda in un comunicato stampa. L'annuncio di vendita giunge dopo che nei giorni scorsi era esplosa la polemica in Francia per il contratto concluso tra il colosso informatico e l'agenzia per l'immigrazione Usa, al centro delle controversie per i metodi violenti utilizzati a Minneapolis che hanno portato all'uccisione di due persone. Gli agenti dell'Immigration and customs enforcement (Ice) del Minnesota hanno ricevuto l'ordine di evitare di interagire con "agitatori" durante le azioni disposte dal presidente Donald Trump in materia di immigrazione. Lo scrive Reuters sul suo sito citando un esame di nuove linee guida interne. Gli agenti dell'Ice resteranno in Minnesota. Lo ha annunciato il capo dell'immigrazione Tom Homan in una conferenza stampa a Minneapolis. "Le operazioni hanno ottenuto il risultato che volevamo", ha aggiunto precisando che non ci sono stati arresti in "chiese, ospedali o scuole elementari". Le nuove linee guida offrono la panoramica più dettagliata finora su come cambieranno le operazioni degli agenti dopo le due sparatorie in cui sono morti due cittadini statunitensi che protestavano a Minneapolis. Le linee guida inoltre ordinano inoltre agli agenti dell'Ice di prendere di mira solo gli immigrati con accuse o condanne penali. "Non comunicare con gli agitatori (scritto a caratteri maiuscoli, ndr)", si legge in un'e-mail diffusa da un alto funzionario dell'Ice. "Non serve a altro che a fomentare la situazione. Nessuno convincerà l'altro. L'unica comunicazione dovrebbe essere quella degli ufficiali che impartiscono ordini". In risposta a una richiesta di commento alla Casa Bianca, un funzionario dell'amministrazione ha dichiarato: "Sono in corso discussioni su come condurre le operazioni in Minnesota nel modo più efficace. Nessuna direttiva dovrebbe essere considerata definitiva finché non sarà ufficialmente emanata". L'anno scorso l''amministrazione Trump ha speso almeno 40 milioni di dollari per deportare 300 migranti verso paesi terzi, oltre un milione a testa. Lo rivela un rapporto stilato dai democratici della Commissione per le relazioni estere del Senato. Secondo il panel guidato dalla senatrice Jeanne Shaheen, la deportazione verso paesi terza è una pratica costosa, che comporta sprechi e poco controllata, si chiede quindi una seria valutazione di una politica che al momento opera principalmente all'oscuro. Il rapporto ha riscontrato che sono stati effettuati pagamenti forfettari tra i 4,7 e 7,5 milioni di dollari a cinque paesi, Guinea Equatoriale, Ruanda, El Salvador e Palau per deportare gli immigrati. Nel marzo del 2025, solo El Salvador ha ricevuto circa 250 venezuelani, una trentina sono stati mandati tra Ruanda e Guinea Equatoriale mentre nessuno è arrivato a Palau. Tali paesi esaminati nel rapporto sono solo una piccola parte dello sforzo complessivo dell'amministrazione Trump per deportare migranti verso paesi terzi. Associated Press riferisce che sono in corso trattative per accordi con 47 paesi terzi, di questi 15 sono stati conclusi e altri 10 sono in fase di conclusione. Da parte sua, il Dipartimento di Stato, che supervisiona i negoziati per eseguire il programma, difende la pratica come parte della campagna di Trump per mettere fine all'immigrazione illegale.
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