[Ho cercato l’amore e sono impazzito. Ho trovato la follia e me ne sono innamorato. Fabrizio Caramagna] "Mille migranti potrebbero essere dispersi in mare dopo il passaggio del ciclone Harry nel Mediterraneo". È l'allarme lanciato da Mediterranea Saving Humans, sulla base di nuove testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia. Per l'organizzazione non governativa "si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte di questa zona marittima ma - denuncia la presidente della ong, Laura Marmorale - i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito". L'unica comunicazione ufficiale dell'autorità marittima europea indicava in almeno 380 le persone disperse in mare al 24 gennaio scorso, ricorda Mediterranea. Ma sono "le testimonianze raccolte dai Refugees tra le comunità presenti in Tunisia a fornire un quadro molto più ampio e allarmante", con diverse decine di imbarcazioni che sarebbero partite da Sfax nei giorni del ciclone, molte mai tornate. Nell'ultima settimana sono emersi "nuovi nomi: persone che si sapeva essere partite e che ora risultano irraggiungibili, senza chiamate dalla Libia, senza contatti dai centri di detenzione, senza conferma della morte e senza tracce dal deserto algerino". A commentare i dati è il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, per il quale "i trafficanti di essere umani sono dei criminali assassini. Non si fa partire una barca con un mare in tempesta, sapendo che si mandano a morte certa". Secondo il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, che sulla questione ha presentato una interrogazione parlamentare ai ministri dell'Interno e delle Infrastrutture, "colpisce il clima di sostanziale disinteresse e insensibilità, a cominciare dal governo verso il quale ci rivolgiamo con una interrogazione parlamentare immediata e urgente, chiedendo, tra l'altro, cosa intenda fare per rintracciare le 380 persone che sarebbero disperse da più di 10 giorni nel Mediterraneo. Se perdiamo la nostra umanità davanti a questi drammi, abbiamo perso tutto". Anche per don Mattia Ferrari, cappellano della ong Mediterranea - si tratta di "un dato che non può non scuotere le nostre coscienze, eppure questo grido continua ad essere avvolto dal silenzio. Un numero enorme di donne, uomini e bambini, nostri fratelli e sorelle è stato ancora una volta risucchiato dal mare, a causa dell'ingiustizia, della chiusura, dell'assenza di soccorso. E a causa della nostra indifferenza. Dio ci doni il risveglio delle nostre coscienze, perché solo aprendo il cuore a questo grido dei poveri ci sarà salvezza".
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