[È un pomeriggio glorioso – il cielo è azzurro e caldo – il vento soffia giusto quel tanto che basta per tenere le nuvole in movimento, e la luce del sole, Oh che luce del sole, non come l'oro, perché l'oro è una pallida eco al confronto; non è come nulla di ciò che tu e io abbiamo mai visto! Emily Dickinson] ''Una cosa deve essere chiara, e l'ho detto già prima delle elezioni: dobbiamo fare tutto il possibile per evitare di dover ricorrere a un'ulteriore tornata elettorale. Riceverò i risultati ufficiali la settimana prossima e inizierò le consultazioni: mi aspetto che chiunque venga qui si presenti con apertura mentale''. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog. "Chiunque voglia offrire un'alternativa sostanziale e autentica al governo sanguinario di Netanyahu dovrà parlare con noi per spianare la strada al cambiamento che il popolo israeliano desidera ardentemente": lo ha dichiarato il presidente della Lista Unita (che riunisce tre partiti arabi) Yousef Jabareen, intendendo dire che qualsiasi partito aspiri a sostituire il governo di Benjamin Netanyahu dovrà dialogare con la sua fazione, dato che i risultati parziali delle elezioni mostrano che i partiti a guida araba potrebbero conquistare un numero senza precedenti di 19 seggi alla Knesset. "O si continua con il razzismo, l'esclusione e la supremazia, oppure si instaura un'autentica partnership ebraico-araba", ha affermato. Jabareen ha poi detto a Ynet che intende "sfruttare il potere politico per promuovere i suoi valori" e che il suo partito è pronto a "spianare la strada per rovesciare il governo di Netanyahu, Ben Gvir e Smotrich e rimandarli a casa". ''Osama Saadi della 'Lista Unita' e alleato del blocco di sinistra dedica i risultati elettorali ai palestinesi a Gaza, in Giudea e Samaria e nella 'Gerusalemme occupata' ed elogia il popolo palestinese e i terroristi che si trovano in prigione. È con questi individui che intendono formare un governo pericoloso. Non permetteremo che ciò accada''. Lo ha scritto Benyamin Netanyahu diffondendo un video del discorso ieri sera al quartier generale della 'Lista Unita' di Osama Saad, ex parlamentare e candidato nella lista, ma in posizione non realistica. Il ministro dell'Interno serbo Ivica Dacic ha reso noto che il livello di minaccia terroristica è stato portato al massimo, ovvero in "allerta rossa". "Ciò comporta controlli di sicurezza più rigorosi e una maggiore presenza delle forze dell'ordine in siti sensibili, incluse infrastrutture e luoghi frequentati da grandi folle", ha affermato. Nella notte la polizia serba ha ucciso un aggressore davanti all'ambasciata israeliana a Belgrado, dopo che un agente era stato preso di mira in quello che è stato definito un "attacco terroristico". Un assalitore è stato ucciso nella notte davanti all'ambasciata di Israele a Belgrado, dopo aver preso di mira un agente di polizia; il ministro dell'Interno serbo, Ivica Dacic, ha parlato di un "attacco terroristico". "Un minore, la cui identità non è ancora stata accertata ma che si presume sia originario di Sabac, ha aggredito un membro della gendarmeria usando due coltelli e gridando 'Allah Akbar'", ha dichiarato Ivica Dacic, annunciando che il livello di allerta terrorismo è stato elevato al massimo. L'agente, ha precisato sempre il ministero dell'Interno in un comunicato, ha ucciso l'assalitore per legittima difesa, ma è rimasto leggermente ferito al volto da una coltellata durante l'episodio, avvenuto poco dopo mezzanotte. Dacic ha spiegato che i servizi di sicurezza tenevano sotto controllo l'aggressore, noto per essere un sostenitore dello Stato Islamico e originario, a quanto pare, della città di Sabac, nell'ovest del Paese. "Sul suo profilo Instagram apparivano una bandiera nera e l'emblema dello Stato Islamico", ha aggiunto. L'ambasciata israeliana a Belgrado era già stata presa di mira in passato. Nel giugno 2024, un aggressore armato di balestra aveva ferito gravemente un agente di polizia a guardia della sede diplomatica, per poi essere abbattuto dagli agenti. L'uomo, all'epoca venticinquenne e originario di un villaggio vicino a Belgrado, si era convertito all'Islam, abbracciando in seguito posizioni estremiste.
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