domenica 1 novembre 2026

A rischio l’Argentina

[Mi sembra di essere tuo da un diluvio di tempo e che questa non è la nostra prima volta. Capita così anche a te, al culmine di una felicità di accorgerti che c'era già stata prima e che questo è un ritorno? Dal libro "Tu, mio"] I titoli argentini hanno chiuso il terzo mese consecutivo in calo, colpiti dalla volatilità internazionale e dai dati deludenti sull'attività economica locale. In ottobre il rischio Paese ha accumulato un incremento di 180 unità raggiungendo quota 787 punti con un rialzo del 6,2%, il valore più alto dell'anno. Il mercato ha risentito dell'esito del ballottaggio in Brasile e della generale flessione dei mercati esteri.     Il direttore di Rafaela Capital Fernando Camusso ha sottolineato che "Wall Street sta correggendo con forza per i dubbi sulla redditività dell'enorme spesa in intelligenza artificiale". A livello nazionale persistono le incertezze sull'accumulo di riserve e sull'impatto delle elezioni del 2027. L'analista Jerónimo Bardin di Balanz Capital ha aggiunto che la debolezza economica ha spinto gli investitori a esigere un premio di rischio maggiore.    Nonostante il ribasso strutturale di azioni e obbligazioni, il settore valutario ha mantenuto una maggiore stabilità grazie alla politica monetaria restrittiva. Durante il mese la Banca Centrale ha accelerato l'acquisto di valuta, accumulando riserve per oltre 1,2 miliardi di dollari. La riapertura di una rotta commerciale per l'approvvigionamento delle isole Falkland-Malvinas dal porto di Punta Arenas, nella Terra del Fuoco cilena, ha riacceso le tensioni diplomatiche tra Buenos Aires e Santiago dopo le recenti polemiche sulla sovranità dello Stretto di Magellano.    Al centro dell'attenzione è il prossimo salpaggio della nave Danstar, programmato per il 10 novembre, con a bordo 1300 tonnellate di merci destinate ai 'kelpers', gli abitanti dello sperduto arcipelago dell'Atlantico del Sud la cui sovranità è in disputa tra Argentina e Regno Unito.    Il ministro degli Esteri del Cile, Francisco Pérez Mackenna, ha dichiarato oggi da Punta Arenas che il viaggio del Danstar verso le isole "è garantito dai trattati che abbiamo sottoscritto". "La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos) sancisce la libertà di navigazione anche attraverso lo Stretto di Magellano", ha affermato.   Dal lato argentino si sostiene che gli approvvigionamenti provenienti dal Cile andrebbero a beneficio anche delle piattaforme petrolifere del progetto Sea Lyon sanzionato da Buenos Aires nel quadro della disputa diplomatica. In tale contesto, ha avvertito il ministro degli Esteri argentino Pablo Quirno, il viaggio del Danstar potrebbe derivare in sanzioni per le imprese cilene che commerciano con l'arcipelago.    Buenos Aires, d'altra parte, osserva con sospetto anche il chiaro avvicinamento politico avviato dal governo di José Kast con Londra. Avvicinamento sancito dal recente viaggio del ministro Mackenna nel Regno Unito in cui è stata espressa la volontà di entrambe le parti di rafforzare le relazioni a livello di "partenariato strategico".
   


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