[A dire una cosa, poi quella succede. Dal libro "Storia di Irene"]Il Congresso cileno ha approvato una riforma della normativa sull'immigrazione volta ad accelerare l'espulsione di stranieri che risiedono nel Paese in modo irregolare. La riforma conferisce alle forze dell'ordine nuovi poteri - previa autorizzazione giudiziaria - per accedere ad abitazioni private e trattenere persone destinatarie di ordini di espulsione ancora in vigore. L'iniziativa ha ottenuto il via libera dal Senato con 37 voti favorevoli e un'astensione, dopo essere stata approvata dalla Camera dei deputati con 128 voti a favore e undici contrari, concludendo così l'iter legislativo. Tra le principali novità, la Polizia investigativa sarà autorizzata a richiedere a un giudice il permesso di accedere a un'abitazione privata, al solo scopo di fermare un individuo soggetto a un provvedimento definitivo di espulsione. La normativa consente inoltre di acquisire informazioni presso enti pubblici per agevolare la notifica formale di tali procedimenti. Questi meccanismi di raccolta dati non si applicano ai minori e non riguardano strutture scolastiche o sanitarie. Inoltre, il periodo minimo durante il quale a una persona espulsa è fatto divieto di rientrare nel Paese è stato esteso da tre a cinque anni. Gli ex presidenti cileni Michelle Bachelet e Gabriel Boric hanno assicurato di non stare pensando a una nuova candidatura presidenziale, dopo aver incontrato giovedì scorso i rappresentanti dei partiti di opposizione nella sede della fondazione Horizonte Ciudadano, a Ñuñoa, nella capitale Santiago. Bachelet ha spiegato che l'incontro era dedicato ai problemi del Paese e alla ricerca di soluzioni per rispondere alle esigenze della popolazione, escludendo dal confronto qualsiasi discussione elettorale."Questo non è il momento di parlare di candidature di alcun tipo", ha affermato, sottolineando la necessità di concentrarsi sulle difficoltà economiche, tra cui la crescita debole, l'inflazione elevata e l'aumento del costo della vita a fronte di salari stagnanti. L'ex presidente ha precisato che il suo obiettivo è contribuire al dibattito pubblico e sostenere la ricerca di soluzioni, dopo aver dichiarato la settimana scorsa, in un'intervista all'emittente televisiva cilena TVU (Televisión Universidad de Concepción), di non escludere una terza candidatura alla presidenza. Anche Boric ha escluso di voler concorrere nuovamente alla presidenza, definendo prematuro il dibattito sulle candidature. L'ex capo dello Stato ha invitato le forze della sinistra e del centrosinistra a riflettere sulla recente sconfitta elettorale e a ricostruire il rapporto con i cittadini.” Non basta parlare soltanto tra noi", ha dichiarato, esortando i partiti ad ascoltare la popolazione e a concentrarsi sulla costruzione di un Paese più giusto. Michelle Bachelet, due volte presidente del Cile, ha ritirato la sua candidatura alla segreteria generale delle Nazioni Unite a causa degli scarsi risultati nelle votazioni informali del Consiglio di Sicurezza. Sulla scelta ha pesato anche il mancato sostegno istituzionale del suo Paese, revocato dal nuovo governo di José Antonio Kast a pochi giorni dal proprio insediamento. In un video condiviso sui social, la leader ha confermato la rinuncia ringraziando i presidenti di Brasile e Messico per il costante appoggio. "Alcuni crederanno che non erano i tempi per una candidatura come quella che ho voluto rappresentare, quando i venti soffiano forti contro principi come il multilateralismo", ha affermato. Bachelet ha comunque rivendicato l'importanza della campagna elettorale, volta a promuovere una leadership femminile e latinoamericana per l'organizzazione internazionale. "Non mi pento di aver intrapreso questa grande sfida", ha concluso l'ex presidente, ribadendo l'impegno a rimanere attiva nella costruzione di un mondo di pace, sicurezza e rispetto dei diritti umani.
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