[Le inezie – come la Vita – e il Sole, le Riconosciamo in Chiesa, ma l'Amore che le avvilisce, non avendo Alleato, muore senza una Parola.Emily Dickinson] L'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il consolato a Gerusalemme sono in stretto contatto con le autorità israeliane, che hanno comunicato che i cinque connazionali fermati ieri in Cisgiordania dovrebbero essere trasferite oggi presso l'Autorità israeliana per l'immigrazione, in vista della loro espulsione e del conseguente rimpatrio, che potrebbe avvenire a partire da oggi. Lo fanno sapere fonti informate.Il ministero degli Esteri si è attivato per ottenere informazioni sul fermo di alcune attiviste italiane nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, in Cisgiordania, mentre accompagnavano agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. I connazionali sono state fermati ieri dalle Forze di difesa israeliane insieme ad altri attivisti internazionali. Non appena informati dell'accaduto, l'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il consolato generale d'Italia a Gerusalemme sono entrati in contatto con le autorità israeliane, chiedendo chiarimenti urgenti sulle circostanze del fermo e sulla situazione dei connazionali. La Farnesina al momento ha ottenuto conferma che le italiane si trovano presso una stazione di polizia. Netanyahu afferma che Israele sta preparando una “chiusura totale” della Cisgiordania in risposta all'attacco. Secondo il premier israeliano un "attacco su larga scala" è stato evitato. 'Ho dato istruzioni alle forze di sicurezza di imporre immediatamente un cordone di sicurezza sulla città di Hebron e di prepararsi a un blocco totale di tutta la Giudea e la Samaria (Cisgiordania, ndr) a partire da oggi'', ha dichiarato il premier in una nota a margine di una consultazione con il ministro della Difesa e i vertici delle agenzie di sicurezza dopo l'attentato contro soldati dell'Idf a un posto di blocco nel sud della Cisgiordania. ''Le nostre forze stanno operando con un contingente rafforzato per contrastare il terrorismo e stanno conducendo vaste ondate di arresti. Daremo la caccia ai terroristi di Hamas e ai loro emissari ovunque e in qualsiasi momento. Non avete nessun posto dove nascondervi'', ha aggiunto Netanyahu. Quattro persone sono rimaste ferite in una sparatoria all'incrocio di Yehuda, nel sud della Cisgiordania e due di loro versano in gravi condizioni, mentre le altre due hanno riportato ferite lievi. Lo scrivono diversi media israeliani, tra cui Ynet. Nel frattempo, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) comunicano che i due aggressori responsabili dell'attacco sono stati uccisi dai militari mentre tentavano di fuggire dal luogo dell'accaduto. La sparatoria è avvenuta sulla strada 35, vicino a Hebron. L'Idf riferisce inoltre di aver istituito posti di blocco e di aver imposto restrizioni agli spostamenti nelle vicine località palestinesi. Sono israeliane le persone rimaste ferite, nell'attacco vicino a Hebron. Lo riporta Haaretz che cita fonti mediche. Secondo Al Jazeera, che cita sempre fonti mediche israeliane, i feriti sono invece sei e si tratta di soldati israeliani, due dei quali versano in condizioni critiche. Sempre secondo al Jazeera alcuni palestinesi, a bordo di un'auto con targa israeliana, avrebbero aperto il fuoco contro i soldati nei pressi di un posto di blocco militare, uno dei tanti che circondano Hebron. Dopo una breve caccia all'uomo, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso due palestinesi sospettati di aver compiuto l'attacco. L'Idf ha imposto un blocco a Hebron e a diversi villaggi della zona. Secondo l'esercito, gli aggressori erano armati di un fucile M16 e di una pistola. Il portavoce dell'Idf comunica che, a seguito dell'attentato di stamattina, i soldati stanno effettuando ''operazioni offensive antiterrorismo nell'area di Hebron, posta sotto blocco di sicurezza, e in altre aree. I militari stanno operando all'interno delle abitazioni dei terroristi e di altri sospettati''. L'Idf riferisce inoltre di aver effettuato decine di operazioni nel corso della settimana in tutta la Cisgiordania, ''arrestando circa 70 ricercati, tra cui individui affiliati a Hamas e Jihad islamica, nonché soggetti che incitavano contro lo Stato di Israele e i soldati. Sono state rinvenute decine di armi, tra cui fucili M16, mitra di tipo Carlo e quattro ordigni esplosivi''. Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha chiesto di "smantellare" l'Autorità palestinese. "Non bisogna aspettare che si verifichi un 7 ottobre (in Cisgiordania). È lì che scoppierà la prossima guerra", ha dichiarato in un comunicato il ministro di estrema destra. "L'Autorità palestinese deve essere smantellata e smilitarizzata", ha aggiunto. La procura di Gerusalemme ha incriminato oggi Pinchas Shem Tov Ran, residente e uno dei responsabili della sicurezza dell'insediamento israeliano di Itamar, nel nord della Cisgiordania, per aver sparato a settembre contro un'auto nel villaggio palestinese di Aqraba, ferendo gravemente una donna che viaggiava a bordo. L'uomo, 37 anni, è inoltre accusato di manomissione delle prove per sviare le indagini. Secondo l'atto d'accusa, ''a settembre Ran è entrato nel villaggio di Aqraba, che si trova al di fuori del suo settore di competenza, alla guida di un fuoristrada, fermando diversi passanti del villaggio e controllato i loro documenti senza autorizzazione''. Ran ha sparato a un'auto su cui viaggiava una coppia, ferendo la donna accanto all'autista, che, notando che non si trattava di un soldato, non aveva fermato l'auto, ma aveva accelerato temendo di poter essere aggredito, si legge nell'atto di accusa. Secondo la procura, Ran era stato più volte avvertito dall'Idf di non oltrepassare i limiti della sua area di competenza e di attenersi alle regole di ingaggio per l'apertura del fuoco.
L’Idfsta indagando per accertare se il fotografo della France Presse che ha documentato gli attentatori che hanno colpito in Cisgiordania questa mattina durante l'inseguimento, fosse stato informato in anticipo dell'attacco. Lo riferiscono i media israeliani.
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