venerdì 2 ottobre 2026

I figli dell’Ucraina

[Est modus in rebus. Orazio] L'attacco di droni ucraini condotto  contro la Russia è stato il più massiccio dall'inizio dell'anno, con 822 droni intercettati e distrutti dalle difese aeree russe. Lo riferisce la Tass, sulla base dei dati diffusi dal ministero della Difesa russo.     I droni sono stati intercettati nei cieli delle regioni di Belgorod, Bryansk, Vladimir, Volgograd, Voronezh, Kaluga, Kursk, Lipetsk, Nizhny Novgorod, Oryol, Rostov, Ryazan, Tambov e Tula, nella regione di Mosca, nel territorio di Krasnodar e in Crimea, oltre che sulle acque dei mari d'Azov e Nero, secondo i dati citati dalla Tass. Il precedente attacco di vasta portata risaliva alla notte del 15 agosto, quando le difese aeree russe avevano abbattuto 598 droni ucraini. Prima di quello, il numero più elevato dall'inizio dell'anno era stato registrato il 26 giugno, con 660 droni intercettati e distrutti, sempre secondo i conteggi della Tass basati sui dati del ministero della Difesa russo. Il Consiglio dell’Ue ha deciso di adottare misure restrittive nei confronti di ulteriori 16 individui e sette entità responsabili di azioni che minano o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. “La decisione è rivolta ai responsabili della deportazione illegale sistematica, del trasferimento forzato, dell’assimilazione forzata, compresi l’indottrinamento e l’educazione militarizzata, di minori ucraini, nonché della loro adozione illegale e del loro trasferimento nella Federazione Russa e nei territori temporaneamente occupati”, si apprende dal comunicato stampa del Consiglio nel giorno della riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini a Bruxelles. “Dall’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, si stima che la Russia abbia deportato e trasferito forzatamente quasi 20.500 bambini ucraini”, osserva la nota, aggiungendo che “queste azioni costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti fondamentali del bambino, con l’obiettivo di cancellare l’identità ucraina e compromettere la salvaguardia delle generazioni future”. “Tra gli enti elencati oggi figurano istituzioni statali federali collegate al Ministero dell’Istruzione russo, come i Centri per l’infanzia panrussi Orlyonok, Vele Scarlatte e Smena”, annuncia il Consiglio, precisando che “questi centri organizzano, in coordinamento con le autorità di occupazione, programmi per bambini ucraini in cui vengono sottoposti a indottrinamento filorusso, anche attraverso eventi patriottici, educazione ideologica e attività a carattere militare”. “Altri enti presenti nell’elenco ospitano minori ucraini trasferiti dai territori occupati dell’Ucraina e li espongono a programmi allineati con le politiche statali russe, tra cui indottrinamento politico e attività coerenti con i modelli educativi progettati per l’addestramento militare di base. Il Centro DOSAAF di Sebastopoli, la Scuola Navale Nakhimov e il Club Militare-Patriotico Patriot in Crimea gestiscono la rieducazione, l’indottrinamento ideologico e la militarizzazione dei minori, alimentando la lealtà alla Russia e minando l’identità nazionale ucraina”, aggiunge la nota. “L’elenco odierno comprende anche funzionari e politici provenienti da territori illegalmente occupati dalla Russia, nonché vari responsabili di campi estivi per giovani e di club e organizzazioni militari-patriottiche. Tutti loro sono responsabili della promozione dell’educazione patriottica e militare tra i giovani attraverso l’indottrinamento ideologico, l’esposizione alla cultura militare russa, l’addestramento paramilitare e la partecipazione a eventi che glorificano la guerra di aggressione della Russia”, precisa il Consiglio. “Le persone elencate oggi sono soggette al congelamento dei beni e ai cittadini e alle imprese dell’UE è vietato mettere a loro disposizione fondi, attività finanziarie o risorse economiche. Le persone fisiche sono inoltre soggette a un divieto di viaggio che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell’Ue”, conclude Bruxelles. Il Consiglio dell’Ue ha deciso oggi di adottare misure restrittive nei confronti di ulteriori 16 individui e sette entità responsabili di azioni che minano o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. “La decisione è rivolta ai responsabili della deportazione illegale sistematica, del trasferimento forzato, dell’assimilazione forzata, compresi l’indottrinamento e l’educazione militarizzata, di minori ucraini, nonché della loro adozione illegale e del loro trasferimento nella Federazione Russa e nei territori temporaneamente occupati”, si apprende dal comunicato stampa del Consiglio nel giorno della riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini a Bruxelles. “Dall’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, si stima che la Russia abbia deportato e trasferito forzatamente quasi 20.500 bambini ucraini”, osserva la nota, aggiungendo che “queste azioni costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti fondamentali del bambino, con l’obiettivo di cancellare l’identità ucraina e compromettere la salvaguardia delle generazioni future”. “Tra gli enti elencati oggi figurano istituzioni statali federali collegate al Ministero dell’Istruzione russo, come i Centri per l’infanzia panrussi Orlyonok, Vele Scarlatte e Smena”, annuncia il Consiglio, precisando che “questi centri organizzano, in coordinamento con le autorità di occupazione, programmi per bambini ucraini in cui vengono sottoposti a indottrinamento filorusso, anche attraverso eventi patriottici, educazione ideologica e attività a carattere militare”. A tal proposito si segnala un libro pubblicato da Feltrinelli, scritto da Nello Scavo “il salvatore di bambini”, una storia ucraina. Scavo narra di un eroe che ha salvato un gran numero di bambini ucraini dalla deportazione in Russia, forse Volodymyr Sahaidak meriterebbe il nobel per pace, lui più di tanti altri. 

Nessun commento:

Posta un commento