mercoledì 14 ottobre 2026

I boys di Putin

[Quando ti viene una nostalgia, non è mancanza, è presenza, è una visita, arrivano persone, paesi, da lontano, e ti tengono un po' di compagnia. Dal libro "Montedidio"] Già dal 2014, quando la guerra del Donbass era esplosa nel disinteresse generale, le autorità ucraine avevano aperto un ufficio incaricato di tracciare le sparizioni dei minori. Nello Scavo nel libro “il salvatore di bambini” scrive che fino al 24/2 negli istituti ucraini c’erano almeno 100 mila bambini. Il trasferimento illegale in Russia e nelle aree sotto il controllo di Mosca non era più solo una ipotesi.  All’inizio di marzo 2022 le autorità ucraine avevano espresso preoccupazione per 5 mila bambini registrate in diverse strutture ma non più rintracciati. A questi andavano aggiunti gli altri minori-più di 300 mila arrivati in Russia con un genitore o un adulto di riferimento. La prova della deportazione ce la fornisce Putin stesso. Il 30/5 2022 firma un decreto per accelerare l’adozione degli orfani ucraini trasferiti nei territori controllati da Mosca. Angela Travis, esponente dell’Unicef arrivata in Ucraina per occuparsi dell’emergenza infanzia, anche Filippo Grandi, funzionario Onu, non aveva ricevuto risposta da Mosca alla reiterata domanda di accesso nei territori russi. Un metodo già collaudato ai tempi della guerra di Cecenia.   Un esercito di giovanissimi, bambini compresi, per guidare i droni di Vladimir Putin nella guerra contro l'Ucraina. Questa l'accusa alla Russia contenuta in un nuovo rapporto, che rivela come sia stato avviato nei territori ucraini occupati un programma di addestramento di minori all'uso dei droni militari. Un programma inserito in una strategia di lungo periodo che, secondo gli analisti, punta a costruire una futura forza di operatori di aerei senza pilota. Lo studio, intitolato 'Russia's Coercive Occupation of Ukraine' e realizzato dal New Lines Institute for Strategy and Policy, descrive una rete articolata di scuole, centri di addestramento e laboratori tecnici distribuiti in varie aree sotto controllo russo, tra cui Mariupol e diversi territori delle regioni di Kherson, Luhansk e parti del Donbass. Secondo il rapporto, citato dal sito del Daily Mail, bambini a partire dagli otto anni - anche con disabilità come accadrebbe nell'oblast di Kherson - verrebbero coinvolti in corsi di formazione dedicati al pilotaggio di droni, con programmi che includono simulazioni. In alcune aree, gli studenti migliori riceverebbero incentivi scolastici, come punteggi aggiuntivi negli esami nazionali. Lo schema descritto dagli autori non si limiterebbe alle sole grandi città: strutture di addestramento sarebbero presenti anche in centri universitari e tecnici dei territori occupati, dove i giovani verrebbero introdotti a tecnologie dual use e sistemi di controllo remoto, spesso in un contesto di forte propaganda filo-russa. Gli analisti stimano che l'obiettivo strategico di Mosca sia quello di formare fino a un milione di specialisti in sistemi a pilotaggio remoto entro il 2030. Il rapporto sottolinea che questo piano "non è ipotetico", ma già in fase di attuazione dal momento che sarebbero già state identificate oltre 200 strutture collegate alla mobilitazione giovanile e all'addestramento militare, spesso integrate in programmi educativi e di propaganda. Il rapporto descrive inoltre percorsi formativi intensivi, con corsi fino a 256 ore, nei quali verrebbero selezionati soprattutto giovani con competenze nel gaming, considerati più adatti a un apprendimento rapido delle tecniche di pilotaggio.

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