giovedì 15 ottobre 2026

Elezioni col botto

[Grazie a dio il popolo ebraico non ha più bisogno di chiedere misericordia. Golda Meir] A distanza di quasi un anno, gli ospedali parzialmente operativi sono 20, ma nessuno di essi funziona a pieno regime. A rilevarlo è un nuovo rapporto dell'organizzazione Physicians for Human Rights Israel (Phri) che esamina la situazione del sistema sanitario di Gaza a un anno di cessate il fuoco iniziato nell'ottobre dello scorso anno, rilevando che le condizioni sono migliorate solo marginalmente. Lo riporta il Times of Israel. Nell'ottobre 2025, Gaza disponeva di 103 posti letto in terapia intensiva. Il rapporto indica che, entro il luglio 2026, tale numero è aumentato di una sola unità, raggiungendo quota 104. Il documento segnala inoltre che i pazienti a Gaza hanno continuato a morire in attesa di evacuazione medica: secondo il ministero della Salute di Gaza (gestito da Hamas), tra l'ottobre 2023 e il 2 luglio 2026 almeno 1.570 pazienti sono deceduti mentre attendevano di essere evacuati per ricevere cure; tra questi figurano 505 malati di cancro e almeno 264 bambini.  "La scorsa settimana Benjamin Netanyahu ha parlato con il presidente Trump della possibilità di riprendere la guerra contro l'Iran. Funzionari americani si sono detti colpiti dall'interesse di Netanyahu a riprendere gli attacchi contro l'Iran prima delle elezioni. Una delle ragioni addotte dal premier israeliano per giustificare la necessità di lanciare l'operazione erano i preoccupanti nuovi passi compiuti dall'Iran nel campo nucleare". Lo riferisce Channel 12. Infine, sul fronte mediorientale, il presidente americano, senza fornire ulteriori dettagli, ha detto che gli Stati Uniti decideranno le prossime mosse nei confronti dell’Iran “molto presto”. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu terrà questa sera una riunione sulla sicurezza con la partecipazione dei  vertici della difesa. Lo riferiscono i media israeliani. Alla riunione prenderanno parte il capo dell'Idf Eyal Zamir, i direttori del Mossad e dello Shin Bet Roman Gofman e David Zini, e il ministro della Difesa Israel Katz. Secondo le stime, la discussione verterà sulle preoccupazioni israeliane sul ripristino del programma nucleare di Teheran, nonché sulla preparazione a vari scenari, tra cui un attacco a sorpresa o tentativi di sabotare le elezioni. Hezbollah ha ricevuto dall'Iran istruzioni per innalzare il proprio livello di preparazione militare in vista di una possibile ripresa dello scontro regionale che Teheran valuta come vicina. Lo riporta Channel 12 citando fonti libanesi sulla stampa araba, in particolare il portale emiratino Aram News. Secondo quanto riportato, Hezbollah starebbe adottando un nuovo modello operativo basato sulla dottrina iraniana della 'difesa a mosaico', distribuendo le responsabilità militari tra unità diverse, riducendo la dipendenza dalla catena di comando centrale per garantire la continuità operativa anche in caso di mancanza di istruzioni dai vertici. L'Iran punta a garantire che i suoi alleati regionali possano continuare a operare anche nel caso in cui i propri centri di comando siano colpiti. Secondo le fonti tuttavia non ci sono segnali che Hezbollah disponga di capacità militari maggiori rispetto a prima delle perdite subite negli ultimi tre anni di conflitto con Israele. Il report arriva sullo sfondo delle minacce del ministro della Difesa Israel Katz, in visita ieri in Libano, secondo cui ''se Hezbollah si unirà all'Iran in un attacco contro Israele, riceverà un duro colpo e perderà ulteriori territori nel sud del Libano''. Gadi Eisenkot, principale sfidante del primo ministro Benjamin Netanyahu alle prossime elezioni in programma in Israele il 27 ottobre, ha promesso di porre fine al dominio di Hamas a Gaza qualora dovesse essere eletto.“Anche dopo tre anni, gli obiettivi della guerra non sono ancora stati raggiunti. Su tutti i fronti, le minacce rimangono. Si tratta di un’incapacità di capitalizzare i risultati militari conseguiti”, ha dichiarato. “Hamas sta ricostruendo le proprie capacità militari, riaffermando la propria presenza nella Striscia di Gaza e tentando di compiere attacchi terroristici contro di noi. Si tratta di un ritorno alla politica che privilegia la permanenza di Hamas al potere nella Striscia di Gaza. Un fallimento clamoroso del governo israeliano”. “Mai a un governo israeliano era stato concesso un tale margine di manovra e una tale legittimità – da parte dell’opinione pubblica e del mondo intero – e mai, al contempo, un governo aveva subito un fallimento strategico così clamoroso”. “Oggi prendo un impegno pubblico: dal momento in cui entrerò nell’ufficio del Primo Ministro, entro 18 mesi Hamas non governerà più la Striscia di Gaza. Questo sarà un obiettivo ufficiale del governo che guiderò”.“Ciò avverrà o attraverso iniziative basate sul piano del Presidente Trump, accettato dal governo di Netanyahu, o mediante l’impiego di capacità militari e operative che faranno leva su ingegno e creatività. Azioni che porteranno alla distruzione dell’ala militare di Hamas”. 


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