domenica 18 ottobre 2026

Economia asia in frenata

[È dolce come la Vita, con la sua crescente Ombra di Morte. (destinatario sconosciuto, Emily Dickinson] La crescita delle economie asiatiche subirà un rallentamento il prossimo anno, fra rischi crescenti legati allo shock energetico indotto dalla guerra in Iran, a una potenziale correzione del boom dell'Ia e agli effetti di contagio dall'aumento dei rendimenti obbligazionari globali.     Lo scrive il Fmi in un rapporto sulle prospettive della regione Asia-Pacifico, avvertendo anche che l'incertezza sul percorso della politica monetaria degli Usa potrebbe mantenere volatili i mercati finanziari asiatici. "I tassi di cambio e i flussi di capitale sono diventati più volatili da quando si è verificato quest'anno lo shock energetico", con diverse economie emergenti che stanno sperimentando pressioni verso la svalutazione, scrive il Fmi nel rapporto pubblicato in occasione delle riunioni annuali a Bangkok. "Si prevede che la politica monetaria statunitense continui in senso restrittivo entro la fine dell'anno. La combinazione del rigore della politica monetaria e delle pressioni fiscali nella maggior parte delle principali economie avanzate è destinata a mantenere pressioni al rialzo sui rendimenti in tutta l'Asia e il Pacifico".     Il Fmi si attende ora  una crescita dell'economia asiatica del 4,8% nel 2026 e del 4,4% nel 2027, meglio rispetto alle proiezioni di aprile, ma comunque in rallentamento rispetto all'espansione del 5,0% del 2025. "I rischi sulle prospettive restano orientati al ribasso", avverte il Fmi, perché uno stallo prolungato nel conflitto in Medio Oriente potrebbe mantenere alti i prezzi delle materie prime ed erodere le riserve di petrolio. L’economia dell’Italia registrerà una crescita dello 0,8% quest’anno, cui dovrebbe seguire un più 0,6% del Pil nel 2027 e un più 0,7% nel 2028. Sono le previsioni del Fondo monetario internazionale, inserite in un focus sulle economie europee pubblicato in occasione delle assemblee autunnali che sono in corso a Bangkok. Il Fmi aveva già pubblicato le stime sulla crescita italiana, ma in questo caso per la prima volta viene inserita anche la previsione sul 2028. Sull’inflazione in Italia l’istituzione di Washington prevede un’accelerazione al 3,3% sulla media di quest’anno, dall’1,6% registrato nel 2025, uno smorzamento al 2,8% nel 2027 e una attenuazione al 2,3% nel 2028.


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