lunedì 19 ottobre 2026

Benny Gantz si ritira

[È più dolce che il Mezzogiorno sia bello piuttosto che lo sia il Mattino, perché il Mezzogiorno è il culmine, e anche se il tuo Mattino avesse la Rugiada, non potresti scambiarlo.  Emily Dickinson]    "In conversazione con il mio amico, il presidente Trump, dopo che ha annunciato il suo sostegno alla mia candidatura alle elezioni. Insieme elimineremo per sempre la minaccia iraniana!". Lo scrive su X il premier Benyamin Netanyahu pubblicando un video della telefonata.     Nella registrazione della telefonata, da lui stesso diffusa, si sente Netanyahu ringraziare Trump per il sostegno pubblico dimostratogli in vista delle elezioni, affermando: "Sei stato un leader straordinario del mondo libero, dell'America, e di gran lunga il miglior amico che Israele abbia mai avuto e che mai avrà alla Casa Bianca". Trump ha risposto: "L'ho redatta io stesso (la dichiarazione di sostegno), non è qualcosa che qualcun altro ha scritto, l'ho redatta io". Trump ha aggiunto: "Ti hanno trattato ingiustamente. Sei un combattente, lo dimostreremo presto. Penso che vincerai, sei l'uomo che voglio al mio fianco, Bibi". La telefonata si è svolta ieri in una delle basi dell'Aeronautica Militare. Il leader del partito israeliano Blu e Bianco, Benny Gantz, ha annunciato il suo ritiro e che non si candiderà alle prossime elezioni. "Non mi candiderò alle prossime elezioni, ma continuerò a lottare per l'unità", ha dichiarato. "È l'unica soluzione che può impedire un'altra catastrofe e proteggere Israele di fronte a tutte le sfide, interne ed esterne".     Gantz rilascerà una dichiarazione alla stampa alle ore 20,00 (le 19 in Italia). Gantz aveva detto più volte che avrebbe portato avanti la sua campagna, ma gli ultimi sondaggi lo vedevano in calo, con il rischio che non superasse la soglia di sbarramento del 3,25%.  Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha incontrato ieri in Israele il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo hanno riferito ad Axios due fonti informate. La visita a sorpresa avviene a otto giorni dalle elezioni in Israele e nel contesto di discussioni tra Stati Uniti e Israele sulla possibilità di riprendere operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran. Javier Bardem sul red carpet della Festa del Cinema di Roma, prima di ricevere il premio alla carriera ha parlato delle bellezze della Capitale, aggiungendo però che le sue meraviglie dovrebbero essere anche un monito per il futuro. “Sono stato moltissime volte a Roma, cosa posso dirvi di Roma che non sia stato ancora detto – ha affermato – poeti, scrittori, pittori e musicisti straordinari hanno espresso ciò che significa Roma molto meglio di quanto potrei fare io in tutta la mia vita”. “Ma c’è stato anche Mussolini e questo ci ricorda cosa può accadere se mettiamo via le nostre responsabilità come cittadini e diamo potere a coloro che sono assolutamente contro i diritti umani fondamentali… Ci sono anche Franco, Hitler e.. Netanyahu”. Come mai Bardem dimentica Putin? E non solo... in Siria non si vota, pure in Iran non si vota ...  in Israele si!

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