[Ma io non so niente” e poi:30 e lode; corona d’alloro; bacio accademico; contratto con la NASA; chiamata da Papa Francesco._iaci, Twitter] La Procura di Palermo ha chiesto l'arresto dell'ex vicepresidente ed ex assessore della Regione Sicilia, l'avvocato Gaetano Armao. Perquisiti gli studi di Palermo e Roma del legale e la sua abitazione, come rende noto l'ufficio inquirente. I pm ipotizzano il reato di corruzione. Oltre che per Armao i magistrati, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno chiesto misure cautelari per 8 persone tra le quali l'avvocato Pierluigi Matta e alcuni imprenditori. Armao è il marito dell'ex capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi. Fino ad agosto, Armao è stato presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale. Tra gli indagati nell'inchiesta che coinvolge l'ex vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao e una serie di imprenditori e professionisti, c'è anche Giuseppe Geremia Lombardo, deputato all'Ars del Mpa, nipote dell'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo. Il deputato è presidente dell'ufficio di questura dell'Assemblea regionale siciliana, l'ufficio da cui passano le decisioni sulle spese del Parlamento siciliano prima di arrivare in consiglio di Presidenza. Per 8 indagati sarebbero stati chiesti gli arresti domiciliari. Per uno il divieto di dimora. Sulle istanze si pronuncerà il gip dopo gli interrogatori preventivi. L'inchiesta, in cui si ipotizzano a vario titolo i reati di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e corruzione per l'esercizio delle funzioni, riguarda oltre che Armao e Lombardo, i manager Giuseppe Argirò e Marco Gentile Malacarne, Benedetta Costanzo, gli imprenditori Luigi Zancla, Mario Lupo e Sergio Vella e l'avvocato Pierluigi Matta. "Sono stato raggiunto da un decreto di perquisizione presso l'abitazione e lo studio legale per un'imputazione provvisoria che avrò modo di dimostrare essere priva di fondamento". Lo dice in una nota l'ex assessore ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, coinvolto in un'inchiesta della Procura di Palermo con l'accusa di corruzione. Per Armao i pm hanno chiesto l'arresto. "I fatti che vengono contestati - spiega - attengono alla mia qualità di ex presidente di una commissione composta da oltre cinquanta membri che approva i pareri in sede collegiale e, nel 99% dei casi, all'unanimità. Non ho più alcun incarico quale presidente del Cts dal 9 agosto scorso e, al fine di tutelare le Istituzioni, ho già rassegnato al presidente Schifani le mie irrevocabili dimissioni da consigliere giuridico, con effetto immediato. Nella mia vita amministrativa ho gestito risorse finanziarie per oltre 250 miliardi di euro (più del Pnrr) firmando otto bilanci regionali, senza che nessuno abbia avuto nulla da eccepire", sottolinea. Armao, avvocato e consigliere giuridico , fino alle dimissioni di oggi, del governatore Schifani, è anche docente universitario. Per l'incarico di consigliere giuridico Armao doveva dare supporto alla presidenza della Regione per le interlocuzioni con l'Unione europea e per predisporre documenti regionali funzionali alle relazioni con il governo e organi istituzionali dello Stato. Inoltre doveva dare sostegno tecnico al presidente della Regione per le relazioni con organismi istituzionali esteri, e supporto e cura delle attività di rilievo nazionale e internazionale della Regione con altre regioni o enti omologhi internazionali.
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