[Ho vissuto di paure. | Per coloro che conoscono l'invito | offerto dal pericolo – ogni altro stimolo | è indifferente – senza vita. Emily Dickinson] La Corte suprema israeliana ha annullato all'unanimità la decisione del governo di chiudere la radio dell'esercito, Army Radio. Lo riferiscono i media israeliani. Secondo i giudici, infatti, la decisione è stata presa "sulla base di una considerazione estranea e illegittima. La sentenza è stata redatta dal giudice Yechiel Kasher che, nella conclusione della sentenza, ha sottolineato: "Non si può accettare che un'autorità pubblica decida che, poiché le parole di un conduttore non sono di suo gradimento, debba 'chiudergli il microfono'". Le elezioni parlamentari in Israele sono ormai alle porte, e a giocare un ruolo importante in un quadro estremamente frammentato potrebbe essere proprio la minoranza araba israeliana che costituisce circa il 21% della popolazione del Paese. Con la guerra a Gaza e la progressiva occupazione della Cisgiordania da parte di coloni spesso violenti e protetti dal governo di Netanyahu, la tornata elettorale del 27 ottobre viene vissuta come una vera e propria questione esistenziale di vita o di morte. Molti elettori arabi che in passato boicottavano le urne hanno deciso di votare. “Alla luce degli eventi attuali, esorto ogni giovane e chiunque abbia diritto di voto a recarsi alle urne. Che il loro voto vada a una lista araba o, quantomeno, a una lista di sinistra” dice Said Kabat, 55 anni, che si recherà ai seggi per la prima volta dopo aver sempre boicottato le urne. Il timore principale è che il ritorno al potere di una coalizione di destra estrema possa minacciare la sopravvivenza stessa dei diritti civili e politici degli arabi che vivono in Israele. Questo supera lo storico scetticismo della comunità araba dovuto alla percezione che il suo voto venga conteggiato ma privato di una reale influenza. E ha portato molti a impegnarsi nella campagna elettorale.“Prima di tutto, questo governo israeliano è il più razzista e fascista che si sia mai visto, e si nutre persino del sangue e del genocidio” dice l’attivista Dana Salameh, che poi spiega: “A lungo termine, hanno un piano per sradicarci da qui, non solo dai centri decisionali. Hanno un piano per eliminare completamente gli arabi: non li vogliono affatto in questo Stato. Questa è una lotta per la nostra stessa esistenza”. Secondo i sondaggi della vigilia, i partiti arabi potrebbero conquistare tra i 13 e i 15 seggi su 120 alla Knesset. Determinante sarebbe anche l’alta affluenza alle urne della comunità araba che potrebbe condizionare la formazione del prossimo governo e il futuro politico di Benjamin Netanyahu spostando l’ago della bilancia a favore di un blocco anti-Netanyahu guidato dall’ex capo militare Gadi Eisenkot. Le Forze di Difesa Israeliane hanno pubblicato lunedì un documento interno di Hamas che descrive in dettaglio i piani per piazzare ordigni esplosivi all’interno di aree adibite a campi per sfollati nella Striscia di Gaza. L’iniziativa rientrava nei preparativi di Hamas volti a proteggere i propri vertici e i propri operativi, facilitandone l’evacuazione dalle zone in cui era previsto l’intervento delle Forze di Difesa Israeliane: il tutto a scapito della popolazione civile, messa deliberatamente in pericolo e strumentalizzata, nella piena consapevolezza che tali azioni avrebbero potuto arrecare danni diretti ai civili. Il documento, redatto nell’aprile 2024, rivela che il dipartimento del Genio di Hamas proponeva di piazzare ordigni esplosivi a ridosso dei campi per sfollati, facendoli detonare all’avvicinarsi delle truppe israeliane. L’obiettivo era quello di mettere a rischio i civili presenti nei campi, scatenando il panico e creando così un diversivo che consentisse la fuga ai membri del gruppo terrorista. Nel medesimo documento, si proponeva anche di collocare ordigni esplosivi lungo i percorsi utilizzati dai residenti palestinesi della Striscia di Gaza allo scopo di rallentare l’avanzata delle Forze di Difesa Israeliane nell’area. Veniva persino suggerito il lancio di granate stordenti all’interno dei campi palestinesi al fine di generare caos e panico e permettere ai terroristi di Hamas, che si nascondevano nella zona, di dileguarsi. Si tratta, sottolinea il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, di un’ulteriore prova di quanto l’organizzazione terroristica Hamas sia disposta a mettere a repentaglio la vita della popolazione civile nella Striscia di Gaza pur di portare avanti le proprie attività terroristiche. Due bolzanini, padre e figlio, Manuel Tartarotti e suo padre Alberto, di 35 anni e 67 anni, che si trovavano in Cisgiordania per motivi umanitari sono stati detenuti per oltre un giorno dalla polizia israeliana con l'accusa di terrorismo ed poi espulsi. Lo riporta il portale news altoatesino Salto.bz. "La polizia israeliana ci ha chiesto i documenti, poi hanno preso me e mio padre, ci hanno bendati e ci hanno caricati su un furgone militare. Non ci hanno detto dove ci portavano, io sono stato preso e menato nel retro del mezzo. Non sapevo cosa sarebbe successo ed ho avuto paura", racconta Manuel al sito. Padre e figlio erano in Cisgiordania dal 18 ottobre per portare fondi raccolti in Italia a Youth of Sumud, l'associazione di volontariato che nel 2024 ha vinto il premio Alex Langer. "Siamo stati interrogati, schedati con impronte e dna e tenuti ammanettati fino alla notte", prosegue il racconto di Tartarotti a Salto.bz. "Ero con mio padre in una cella lurida, ma almeno con lui, quindi eravamo tranquilli." Le motivazioni alla base dell'accusa, spiega Manuel, sono la presenza in una zona dichiarata illegale ("anche se non c'era nessun cartello ad indicarlo") e soprattutto l'affiliazione a Youth of Sumud, "che loro definiscono terrorista, cosa che ovviamente non è vera". Per entrambi è scattato un divieto di ingresso in Israele di dieci anni. Secondo un comunicato della polizia israeliana, pubblicato dal Times of Israel e ripreso da Salto.bz, padre e figlio avrebbero preso parte alla raccolta delle olive non autorizzata e gli attivisti sarebbero fuggiti in una zona di esercitazioni militari all'arrivo degli agenti.
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