mercoledì 16 settembre 2026

Vietato essere sionisti

[Non c’è dubbio che sedurre un genio non è più difficile che sedurre un idraulico. Francoise Giroud]  Roger Waters, co-fondatore dei Pink Floyd, ha attaccato Ed Sheeran in un videomessaggio sui social dopo l’esclusione di Macklemore dal Loop Tour dell’artista britannico. Il rapper Usa aveva fatto dichiarazioni sul conflitto a Gaza durante il concerto al MetLife Stadium, in New Jersey, dove si esibiva in apertura, chiedendo pubblicamente “Free Palestine” prima di esibirsi in “Hind’s Hall”. Dopo la sua performance la partecipazione ai concerti di Ed Sheeran è stata annullata. Il cantante ha scritto sui social di essere “inorridito dal conflitto tra Israele e Palestina” ma ha precisato di non volersi schierare. Roger Waters lo ha attaccato pubblicamente. “Al mondo ci sono solo due tipi di persone, quelle che fanno la cosa giusta come il rapper Macklemore e poi ci sono altre persone, molte purtroppo che.., sono degli str..zi che fanno la cosa sbagliata” ha detto in video. In segno di protesta e di solidarietà con Macklemore tutti i gruppi di supporto del tour di Ed Sheeran hanno annunciato di essersi ritirati.La Federazione internazionale di hockey su ghiaccio ha escluso Israele dai campionati mondiali femminili di marzo in Estonia. Lo scrive Israel ha-Yom secondo cui la decisione è stata presa per garantire la sicurezza delle altre squadre. L'Associazione israeliana di hockey ha replicato che ciò è "un premio al terrorismo" e ha preannunciato un ricorso alla Corte di arbitrato dello sport. Per la presidente del Comitato olimpico di Israele Yael Arad, "questo è un precedente pericoloso, in odore di antisemitismo, col pretesto di considerazioni di sicurezza". Ma Arad ha fiducia che il Comitato olimpico internazionale sosterrà Israele. Sulle sanzioni ai prodotti delle colonie in Cisgiordania - oggetto della mossa di oggi della Gran Bretagna e di altri 11 Paesi - in Ue è invece ancora lo stallo a regnare.  Nel luglio scorso la Commissione, su mandato del Consiglio europeo, aveva presentato l'option paper sulle possibili misure nei confronti di Israele ma, sia al Consiglio Affari Esteri del 13 sia nelle riunioni successive dei Rappresentanti Permanenti a Bruxelles emerse l'impossibilità del raggiungimento di qualsiasi quorum, che si trattasse di unanimità o di maggioranza qualificata.Le tre opzioni presentate dall'esecutivo comunitario prevedevano un sistema ad hoc di licenze di importazione per le merci provenienti dagli insediamenti, la messa a punto di dazi punitivi per rendere questi prodotti non competitivi sul mercato Ue o, come terza via, il divieto di importazione, transito e commercializzazione delle merci prodotte negli insediamenti israeliani. Un gruppo di Paesi membri - tra questi Francia, Svezia, Spagna - deciso a far passare le sanzioni commerciali nei confronti dei coloni aveva fatto presente che, rientrando queste misure nella materia appunto commerciale e non di politica estera, sarebbe bastata la maggioranza qualificata per il via libera. Anche in questo caso, complici ad esempio le forti perplessità di Germania e Italia, il quorum era apparso comunque irraggiungibile Commentando l'iniziativa di Londra una fonte europea, delineando la delicatezza del tema, ha osservato come, quando alcune settimane fa l'iniziativa britannica era stata messa in cantiere, i Paesi che avevano anticipato la loro partecipazione erano più di quelli che, effettivamente, hanno aderito.Il segretario di Stato Marco Rubio ammette che ci siano "tensioni in Cisgiordania" ma esclude che gli Stati Uniti impongano sanzioni ai coloni israeliani.    "Ovviamente, non faremo ciò che ha fatto il Regno Unito", ha detto Rubio prima di partire per l'America Latina. "Non vogliamo vedere nulla che destabilizzi la situazione in Cisgiordania in questo momento, visto tutto ciò che sta accadendo nella regione", ha messo in evidenza.


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