martedì 22 settembre 2026

Spirit Airlines fuori dal Chapter 11?

[A occhi chiusi saprei riconoscerti da un bacio. Ma anche se mi pestassi un piede.] Spirit Airlines ha raggiunto un’intesa preliminare con un gruppo di creditori per uscire dal Chapter 11 ma lo sblocco definitivo dipende dall’approvazione del tribunale e dall’accordo con i finanziatori della sua linea di credito rotativa. Gli avvocati della compagnia low-cost hanno spiegato al giudice che il piano ridisegna il profilo finanziario ed operativo dell’impresa, rendendola più piccola ma con un bilancio più sostenibile ed una flotta di aerei ridotta.  Il ceo Dave Davis, nominato ad aprile  dopo la precedente ristrutturazione, ha sottolineato che questa volta si tratta di un vero ripensamento operativo, ben diverso dalla precedente emergenza fallimentare. Spirit è infatti tornata in tribunale lo scorso agosto, meno di un anno dopo la prima procedura Chapter 11, segno che la prima ristrutturazione non aveva eliminato le vulnerabilità del modello. Secondo l’accordo, la compagnia dovrebbe alleggerirsi di oltre 5 miliardi di dollari tra debiti ed obblighi di leasing; al momento della nuova istanza aveva circa 7,4 miliardi di passività finanziarie e di leasing. La riduzione della flotta porterà ad una diminuzione dei costi annui legati agli aeromobili superiore al 65% rispetto ai livelli pre-fallimento.  Resta aperta la partita con i finanziatori della revolving credit, gestita da Citibank: rappresentanti legali hanno comunicato al tribunale che non esiste ancora un’intesa ma che sono in corso negoziazioni attive. Nel frattempo Spirit ha già ritirato velivoli, tagliato frequenze e messo in congedo parte del personale di cabina e dei piloti per adeguare capacità e domanda. I sindacati dei piloti e degli assistenti di volo hanno accolto con favore i progressi, vedendoli come un passo avanti nel dialogo con la dirigenza. La strategia include anche l’abbandono di rotte poco redditizie —in particolare su certi mercati della West Coast— ed una maggiore focalizzazione sulle frequenze nelle fasce di domanda più remunerative.

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