venerdì 25 settembre 2026

Libano ostaggio dei terroristi

[Chi si chjina cu i ziteddi s'arrizza culimerdosa. Chi si china con i bambini, solleva il culo merdoso.] "Il futuro del Libano non sarà deciso da altri al suo posto, né la sua sicurezza e stabilità potranno diventare il prezzo di accordi conclusi in sua assenza.    La nostra posizione sulla guerra è stata chiara fin dall'inizio: volevamo porvi fine e vogliamo che il cessate il fuoco venga consolidato". Il premier libanese Nawaf Salam, parlando all'Assemblea Generale dell'Onu, ha detto che "vogliamo che Israele si ritiri da tutto il territorio libanese fino ai nostri confini internazionalmente riconosciuti, in conformità con l'Accordo generale di armistizio del 1949 e come sancito dalla risoluzione 1701". “Bisogna evitare il vuoto che il ritiro di Unifil potrebbe portare” in Libano, “qualora questo avvenisse senza un accordo su una nuova forza internazionale destinata a sostituire” la missione Onu nell’attuazione della risoluzione 1701. Lo ha rimarcato il premier libanese, Nawaf Salam, nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La nuova forza, ha aggiunto, dovrebbe garantire che vengano portate avanti “le attività di monitoraggio, comunicazione e trasmissione di rapporti”, così come “l’attuazione dell’accordo quadro tripartito” raggiunto dal Libano con Israele con la mediazione degli Stati Uniti. Già nell’escalation del 2024, Israele ha danneggiato più di 45 reti idriche in Libano da cui dipendevano quasi mezzo milione di persone, aumentando il rischio di epidemie e compromettendo la capacità delle comunità locali di produrre mezzi di sussistenza. Oxfam aveva avviato il ripristino di quegli impianti prima che l’escalation riprendesse. In alcune aree del Libano meridionale i nostri team avevano già restituito acqua a comunità rimaste senz’acqua per mesi: 8 sistemi di pompaggio, 3 reti idriche, 4 bacini idrici, 4 impianti di filtraggio in siti che includono Mansouri, Tiro, Bintjbeil, Mais Eljabal e altri. Molti di questi impianti sono stati colpiti di nuovo. Nel marzo 2026 la situazione è precipitata ulteriormente. In soli quattro giorni le forze israeliane hanno bombardato almeno 8 infrastrutture idriche nella valle della Bekaa, da cui dipendevano direttamente oltre 7.000 persone. Gli sfollati hanno superato 1 milione di persone, pari al 19% dell’intera popolazione libanese, privati di acqua pulita e beni essenziali.



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