domenica 30 agosto 2026

Vendemmia al via

[Dio deve proprio amare gli stupidi: ne ha creati così tanti.Anonimo] Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, la vendemmia procede bene per le varietà più precoci e per le uve base spumante raccolte prima di Ferragosto, in anticipo mediamente di almeno dieci giorni, con soddisfazione diffusa per la qualità della raccolta, salvo i danni registrati per grandine nell'alto novarese e nel teramano. A preoccupare i viticoltori, e in particolare i soci delle cantine sociali, sono tuttavia i serbatoi delle cantine ancora carichi di vino in giacenza dalla scorsa annata. Sperando nella vendita diretta agli enoturisti durante le vacanze in corso.     A lanciare l'allarme-giacenze per il comparto vitivinicolo siciliano sono Confcooperative, Legacoop, Unci e Unicoop Sicilia, ma le criticità sono in tutti i distretti vitivinicoli italiani, stando ai dati pubblicati nei giorni scorsi dal ministero dell'Agricoltura, col report "Cantina Italia" dell'Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressioni frodi dei prodotti agroalimentari). Al 31 luglio ammontano a oltre 23,5 milioni gli ettolitri di vini Dop made in Italy detenuti dai soggetti obbligati alla tenuta del registro telematico, mentre sono oltre 10,9 milioni gli ettolitri di vino Igp in giacenza.     Tra le regioni con vini Dop in giacenza che superano un milione di ettolitri il Piemonte (2.963.478 hl), Lombardia (1.292.485 hl), Trentino A.A. (1.488.175 hl), Veneto (6.932.189 hl), Toscana (3.391.783 hl), Abruzzo (1.171.047 hl) e Sicilia (1.466.020 hl). Ha preso avvio la vendemmia del Pinot Grigio Doc Delle Venezie, con tempistiche differenziate tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. Le alte temperature registrate durante la stagione hanno accelerato la maturazione in diversi territori della più estesa Doc italiana, mentre lo stato sanitario delle uve si mantiene complessivamente buono e le prospettive qualitative sono positive. Il quadro cambia anche sensibilmente all’interno di una Denominazione che si estende su circa 27mila ettari vitati. Disponibilità idrica, andamento meteorologico, caratteristiche pedoclimatiche e gestione agronomica hanno prodotto situazioni diverse tra i territori e, in alcuni casi, anche tra vigneti vicini. La primavera è stata generalmente calda, seguita da un’estate con temperature elevate e fenomeni temporaleschi localizzati. Nel Veneto occidentale Alberto Marchisio, presidente della sezione territoriale di Assoenologi, indica uno stato sanitario generalmente buono dopo una stagione calda e poco piovosa, accompagnata da alcuni temporali localizzati. La carenza idrica ha inciso soprattutto sui terreni sciolti e nei vigneti non irrigui, dove le alte temperature hanno accelerato la maturazione e l’accumulo degli zuccheri. Nei vigneti che hanno conservato un migliore equilibrio vegeto-produttivo le condizioni risultano più favorevoli. L’anticipo è apparso particolarmente evidente negli ambienti più caldi e precoci, rendendo decisivo il controllo di acidità, pH e maturità aromatica per stabilire i tempi di raccolta. In Trentino il presidente provinciale di Assoenologi Furio Battelini descrive un ciclo vegetativo particolarmente rapido. Dopo un inverno piuttosto siccitoso, il clima mite ha favorito un germogliamento anticipato senza danni da gelate tardive. Le precipitazioni successive hanno accompagnato lo sviluppo della vite e consentito una gestione efficace della difesa fitosanitaria. Già alla fine di luglio era evidente un marcato anticipo della maturazione, ulteriormente favorito dalle alte temperature dei primi giorni di agosto, con un buon equilibrio tra zuccheri e acidi. Uno sviluppo vegetativo regolare ha caratterizzato invece il Veneto centro-orientale, dove il germogliamento anticipato è stato seguito da una primavera sufficientemente piovosa e da un’incidenza molto contenuta delle malattie. Michele Zanardo, presidente della sezione locale di Assoenologi, rileva che la possibilità di ricorrere all’irrigazione di soccorso ha aiutato le piante ad affrontare le alte temperature senza particolari sofferenze. In Friuli Venezia Giulia Matteo Lovo, presidente regionale di Assoenologi, individua nella disponibilità idrica una delle principali variabili della campagna 2026. Dove i vigneti hanno mantenuto un buon equilibrio vegeto-produttivo, i primi dati analitici hanno mostrato condizioni favorevoli. Le temperature elevate possono determinare valori di acidità leggermente inferiori alla media, senza modificare il quadro complessivamente positivo per il Pinot Grigio. Sul fronte quantitativo non è ancora disponibile una previsione definitiva dei volumi della vendemmia 2026. L’ampiezza della Denominazione e le differenti condizioni riscontrate nei singoli territori non consentono al momento una stima complessiva sufficientemente precisa. Alla raccolta si affianca una strategia di governo dell’offerta più restrittiva. Per la campagna 2026 la resa massima del Pinot Grigio destinato alla Doc Delle Venezie scende da 180 a 160 quintali di uva per ettaro attraverso i provvedimenti adottati dalle amministrazioni competenti di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. Per i vigneti a regime la quota liberamente disponibile è fissata a 130 quintali per ettaro. Lo stoccaggio amministrativo interessa la produzione eccedente questa soglia e compresa entro la resa massima di 160 quintali per ettaro, con l’obiettivo di regolare la disponibilità di prodotto in rapporto alle dinamiche della domanda. Il controllo del potenziale produttivo proseguirà fino alla campagna 2027/2028. Per le campagne 2026/2027 e 2027/2028 i provvedimenti adottati nei tre territori prorogano la sospensione temporanea dell’iscrizione allo schedario viticolo, ai fini dell’idoneità alla rivendicazione della Doc Pinot Grigio Delle Venezie, delle superfici di Pinot Grigio piantate o innestate dopo il 31 luglio 2021. La misura prosegue il percorso avviato nelle campagne precedenti insieme con la riduzione delle rese e lo stoccaggio, strumenti utilizzati dal Consorzio per contenere il potenziale produttivo e mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta. La Denominazione conta una filiera formata da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento. La produzione si aggira su circa 230 milioni di bottiglie e rappresenta l’85% del Pinot Grigio italiano e il 43% di quello mondiale.


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