sabato 15 agosto 2026

Più armi per Donaldo

[Quando si corteggia una bella ragazza un’ora sembra un secondo. Quando ci si siede su cenere bollente un attimo sembra un’ora. Albert Einstein] Il Pentagono ha chiesto alle industrie della difesa americane di accelerare rapidamente la produzione e la consegna di armamenti, di cui si registra una grave carenza a causa della guerra con l'Iran. Lo rivela un memo interno al dipartimento di cui il Washington Post ha preso visione.     Mercoledì, il vice segretario alla Difesa Steve Feinberg ha scritto ai vertici del settore, comunicando che avrebbero avuto al massimo 21 giorni per presentare piani volti a garantire "tempistiche di consegna significativamente più rapide e aggressive e/o un incremento della produzione per capacità critiche". "Cicli di produzione che durano anni non sono accettabili - ha scritto Feinberg-.Dobbiamo accelerare drasticamente le tempistiche dei nostri programmi ed espandere subito la nostra capacità produttiva".     La direttiva giunge in un momento in cui la carenza di armi è fonte di tensione tra Donald Trump e il Pentagono. Giovedì il presidente ha smentito che ci sia penuria sostenendo che gli Stati Uniti dispongono di "enormi quantità" di munizioni e armi. Gli Stati Uniti si stanno preparando a inviare la portaerei USS George Washington in Medio Oriente per sostituire la USS Abraham Lincoln. Lo rivela il Wall Street Journal citando fonti informate. Il piano di rotazione era già stato programmato ma che arriva proprio nel momento in cui diversi media hanno rivelato le condizioni precarie degli oltre 5.000 marinai a bordo. Il Segretario del Tesoro americano Scott Bessent ha minacciato di sottoporre l'Iran a un isolamento economico "come il mondo non ha mai visto prima", precisando che sono previste nuove misure dalla prossima settimana. "Sarà una combinazione di isolamento economico, come il mondo non ha mai visto prima", ha dichiarato Bessent nel programma "Rob Schmitt Tonight" dell'emittente televisiva conservatrice Newsmax, aggiungendo che "il blocco continuo dello Stretto di Hormuz... impedirà a qualsiasi cosa di entrare o uscire dai porti iraniani".  "Restate sintonizzati per ulteriori annunci la prossima settimana", ha affermato Bessent che ha descritto un approccio su due fronti, caratterizzato da pressioni finanziarie e da un blocco fisico dei porti. Il vicepresidente JD Vance aveva precedentemente affermato che la massima priorità degli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran era quella di far scendere i prezzi del petrolio e della benzina per gli americani, mentre impedire a Teheran di acquisire un'arma nucleare si collocava ora al secondo posto. Pete Hegseth afferma che gli Usa possono mantenere il blocco navale ai porti iraniani "a tempo indeterminato". Parlando con i media il segretario alla Difesa americano ha ribadito che le forze armate sono in grado di mantenere un blocco ai porti iraniani per tutto il tempo necessario.     "La marina degli Stati Uniti può mantenere un blocco del genere a tempo indeterminato grazie alla rotazione delle navi - come abbiamo già fatto e continueremo a fare", ha detto Hegseth ai giornalisti.

 


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