lunedì 24 agosto 2026

Pentagono In stallo

[La lezione principale che abbiamo imparato è che dobbiamo considerare gli scenari peggiori molto più di quanto facessimo in passato] Usa e Filippine hanno concordato "i prossimi passi per ripristinare la deterrenza nell'Indo-Pacifico" e Washington impiegherà "capacità avanzate nelle Filippine", riflettendo "la forza dell'alleanza verso l'aggressività della Cina comunista nella regione". È quanto ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, nella conferenza stampa a Manila con il suo omologo filippino, Gilbert Teodoro.    Le parti, inoltre, terranno manovre bilaterali delle forze speciali a Batanes, vicino a Taiwan. "L'amministrazione Trump darà priorità e si focalizzerà su questa regione in termini senza precedenti per stabilire una deterrenza", ha aggiunto il  segretario Usa alla Difesa Pete Hegseth ha condiviso i dettagli di un attacco militare contro il gruppo Houthi in Yemen anche in una seconda chat di Signal a cui partecipavano sua moglie e suo fratello, oltre a quella al centro del cosiddetto 'chat-gate' emersa nelle scorse settimane in quanto un giornalista era stato incluso nella conversazione su Signal. Lo scrive il New York Times. Pete Hegseth, segretario alla Difesa, in occasione di una visita al quartier generale della Nato ha dichiarato che la guerra tra l’Ucraina e la Russia “deve essere risolta”. L’amministrazione Trump adesso vuole concentrarsi sulla sicurezza dei propri confini e sulla prevenzione dell’espansione cinese. Rivolgendosi al Gruppo di contatto sulla difesa dell’Ucraina, Hegseth ha anche affermato che la sicurezza dell’Ucraina post-bellica dovrebbe essere primariamente garantita dalle truppe europee, senza coinvolgimento dei GI’s. Il capo del Pentagono ha inoltre dichiarato che “gli Stati Uniti non ritengono che una soluzione negoziata possa realisticamente portare all’adesione dell’Ucraina alla Nato. La sicurezza dovrà invece essere garantita da truppe europee e non europee competenti. Qualunque sia il momento in cui questi contingenti saranno dispiegati come forza di pace in Ucraina, dovrebbero esserlo nell’ambito di una missione non-Nato. E non dovrebbero essere tutelati dall’art. 5. Sarà inoltre necessario un controllo internazionale rigoroso della linea di contatto. Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, il 12 febbraio ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky. Pochi minuti prima dell’incontro è stata consegnata a Zelensky una lettera del presidente Trump in cui si chiede il rimborso di 500 miliardi di dollari, senza specificare come l’importo sia stato calcolato, da saldare autorizzando lo sfruttamento delle terre rare e delle risorse energetiche dell’Ucraina. L’ufficio di Zelensky ha definito la richiesta un “racket”. Contrariamente alla versione che ne hanno dato i media internazionali, l’intenzione del presidente Trump non è taglieggiare l’Ucraina, ma ha voluto far sapere al presidente  Zelensky che gli Stati Uniti non subiranno i suoi maneggi. Zelensky aveva suggerito al senatore Lindsey Graham che, invadendo l’Ucraina, la Russia voleva solo impadronirsi delle terre rare del Paese. Il 9 giugno 2024, in un’intervista a Face the Nation (CBSNews) Graham aveva stimato il valore delle terre rare ucraine in “10 mila-12 mila miliardi di dollari”. L’Agenzia Bloomberg il 19 febbraio scorso ha però rivelato che si tratta di una bufala perché l’Ucraina non possiede questi minerali. Il presidente Trump non si è dimenticato che Zelensky si alleò con gli uomini di Biden per aprire una procedura di impeachment durante il suo primo mandato, ora gli risponde inviandogli una fattura di 500 miliardi di dollari. Il 17 febbraio le forze armate ucraine hanno attaccato interessi statunitensi e israeliani in Russia, bombardando impianti in parte detenuti da Chevron (15%) ed ExxonMobil (7,5%). Una ventina di droni hanno gravemente danneggiato il Caspian Pipeline Consortioum (CPC) a Krasnodar, che fornisce petrolio russo soprattutto a Israele. La delegazione statunitense ai colloqui per la pace in Ucraina era guidata dal segretario di Stato Marco Rubio. Ne facevano parte Mike Waltz, consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, e Steve Witkoff, inviato speciale del presidente Trump per il Medio Oriente.Il 18 febbraio la delegazione statunitense ha incontrato al palazzo di Diriyah (Riyad) la delegazione russa, guidata dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Ne facevano parte Iuri Ouchakov, ex ambasciatore della Russia negli Stati Uniti, e Kirill Dmitriev, consigliere speciale del presidente Putin. La delegazione era in contatto telefonico con il presidente Putin. In nessun caso avrebbero potuto partecipare ai negoziati l’Unione Europea e l’Ucraina. Il presidente Zelensky ha annullato il viaggio in Arabia Saudita programmato da tempo, che avrebbe coinciso con i colloqui russo-statunitensi. Infine, gli Stati Uniti intendono rispettare l’impegno di ritirare le proprie truppe da tutti i Paesi che hanno aderito alla Nato dopo il 1990. Secondo il Financial Times, Trump sarebbe già pronto a dare l’ordine di ritiro dagli Stati baltici e dalla Polonia. Secondo Bild, l’Italia è preoccupata per come potrebbe evolvere il conflitto creato dal Kossovo con la propria minoranza serba. Il primo ministro kossovaro, Albin Kurti, ha già vietato l’uso del dinaro serbo e imposto l’euro a tutta la popolazione. Il presidente ucraino  Zelensky il 19 febbraio ha tenuto una conferenza stampa per denunciare gli effetti della disinformazione russa sull’amministrazione Trump. Secondo Zelensky, è importante fornire al generale Keith Kellogg, inviato speciale di Trump, dati precisi sull’opinione pubblica, offrendogli la possibilità di verificarli percorrendo il Paese. È esattamente quel che la Russia rimprovera a sua volta all’Ucraina: da dieci anni il regime di Kiev ha gradualmente vietato tutti i media e i partiti politici di opposizione. Ricorre a una propaganda pervasiva per condurre una guerra totale contro la Russia. Un esempio lampante: oggi gli ucraini, nonché gli Occidentali, sono convinti che la grande carestia del 1932-33 fu voluta da Mosca per eliminare gli ucraini; in realtà la carestia devastò anche altre regioni dell’Urss. Il 19 febbraio il presidente Trump ha dichiarato alla stampa: “Sono davvero deluso per quanto è accaduto. Sono stato a osservare per tre anni… Voglio dire, loro [gli ucraini] sono contrariati per non essere stati invitati a Riyad. Ebbene, sono alla ribalta da tre anni e anche da molto tempo prima”.Poi ha pubblicato un post su TruthSocial: “Pensateci, un comico modesto, Volodymyr Zelensky, è riuscito a convincere gli Stati Uniti d’America a spendere 350 miliardi di dollari per fare una guerra che non avrebbe potuto essere vinta, che non avrebbe mai dovuto cominciare, che non potrà mai essere risolta senza gli Stati Uniti e senza TRUMP”.


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