mercoledì 26 agosto 2026

Lotta al narcoterrorismo

[Tu sai stare a sentire. Questa è la prima qualità di chi deve parlare. Dal libro "Il giorno prima della felicità" di Erri De Luca ] Il ministro degli Esteri messicano, Roberto Velasco, ha incontrato a porte chiuse a Washington il segretario di Stato americano Marco Rubio. Secondo una nota ufficiale del Dipartimento di Stato Usa, Rubio ha chiesto "azioni decisive per porre fine all'immigrazione illegale, fermare il traffico di fentanil e di altre droghe illecite negli Stati Uniti e smantellare le organizzazioni terroristiche straniere e i cartelli, privandoli delle armi". Da parte sua, Velasco ha ribadito la necessità di una cooperazione basata sul rispetto della sovranità e su una "collaborazione senza subordinazione", sollecitando con forza la tutela dei diritti umani dei migranti messicani.   L'incontro bilaterale coincide con la richiesta di Washington di estradare 10 funzionari ed ex funzionari legati, secondo le accuse statunitensi, al cartello di Sinaloa. Parallelamente, il ministro dell'Economia Marcelo Ebrard è nella capitale Usa per scongiurare nuovi dazi commerciali.   Il comandante del Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom), generale Francis L. Donovan, è arrivato mercoledì 26 agosto in Colombia per incontrare i nuovi vertici militari del Paese e discutere il rafforzamento della cooperazione nella lotta contro i cartelli della droga e il "narcoterrorismo".     Lo ha annunciato lo stesso comando militare statunitense, sottolineando che la Colombia è un partner storico di Washington nella lotta al narcotraffico e un attore centrale per la sicurezza regionale. La visita arriva dopo l'ingresso di Bogotá nella Coalizione delle Americhe contro i Cartelli e in un momento di rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione.     Donovan ha recentemente annunciato anche la creazione di una forza congiunta con 18 Paesi dell'emisfero occidentale, incaricata di coordinare le capacità militari e mantenere una pressione costante sulle reti criminali. La missione prevede inoltre la possibilità di fornire assistenza umanitaria e intervenire in caso di calamità. Il direttore della Drug Enforcement Administration (Dea) statunitense,  Terry Cole, ha definito il ministro della Sicurezza del Messico, Omar García Harfuch, un "partner affidabile" e un "buon amico degli Stati Uniti". Le dichiarazioni sono arrivate alla 40/a Conferenza internazionale per il controllo delle droghe, in corso a Buenos Aires e organizzata dalla Dea e dal Ministero della Sicurezza argentino. Cole ha ricordato i quasi vent'anni di servizio pubblico di Harfuch e la sua esperienza nella sicurezza. Secondo il direttore della Dea, il funzionario messicano comprende le minacce delle organizzazioni criminali transnazionali, che operano oltre i confini, alimentano la violenza e corrompono le istituzioni.     Harfuch ha illustrato i risultati della Strategia nazionale di sicurezza del governo di Claudia Sheinbaum, sottolineando il rafforzamento delle capacità di intelligence e coordinamento. La cooperazione internazionale, ha detto, ha consentito di arrestare in Messico obiettivi ricercati da autorità straniere, trasferire negli Usa 92 soggetti di alto impatto, smantellare infrastrutture per la produzione di droghe sintetiche e colpire le reti finanziarie e logistiche dei gruppi criminali. Harfuch ha ribadito l'impegno del Messico a cooperare con i partner sulla base di responsabilità condivisa, reciprocità, fiducia e rispetto della sovranità. Con 4.000 tonnellate prodotte all'anno il Sud America rimane l'epicentro del traffico internazionale di cocaina mentre il Brasile è al primo posto nella lista dei porti di origine di questa. È quanto emerso nel corso dei lavori della 40ª Conferenza internazionale sulla lotta al narcotraffico organizzata dall'agenzia antidroga statunitense Dea e in corso di svolgimento a porte chiuse a Buenos Aires senza la partecipazione degli organi di stampa. Lo ha riferito la ministra della Sicurezza dell'Argentina, Alejandra Monteoliva nel corso di un'intervista rilasciata all'emittente radio Mitre in cui ha sottolineato inoltre che "la Colombia produce ora cinque volte più cocaina rispetto a dieci anni fa" e che "anche la produzione in Bolivia e Perù è aumentata, mentre l'Argentina rimane un paese di transito, non un produttore".  Monteoliva ha affermato che la realizzazione della conferenza in Argentina con la partecipazione del capo della Dea, Terry Cole, rappresenta un momento "storico" e "un voto di fiducia molto importante per il nostro Paese".   L'incontro, secondo quanto si legge nella web della Dea, "è il più grande incontro internazionale di alti funzionari antidroga" con quasi 500 rappresentanti e delegati provenienti da 110 paesi. Il governo colombiano di Abelardo de la Espriella mira a riattivare le esportazioni di carbone verso Israele sospese durante l'amministrazione dell'ex presidente Gustavo Petro nel quadro di una politica di forte riavvicinamento a Tel Aviv annunciata fin dall'insediamento dell'attuale esecutivo ultraconservatore.     "Il governo non può basarsi sull'ideologia; deve basarsi soprattutto su ciò di cui il Paese ha bisogno", ha dichiarato in un punto stampa il viceministro delle Miniere, Luis Madriñán, al termine di un incontro con i rappresentanti della Federazione Nazionale dei Produttori di Carbone (Fenalcarbón).    Il funzionario ha aggiunto quindi che il suo ministero "non imporrà restrizioni che impediscano ai produttori di carbone di esportare il loro prodotto" e la prossima abrogazione dei decreti che vietano le esportazioni verso Israele.    Israele rappresenta uno dei principali mercati dell'export colombiano del carbone, ma l'ex presidente Petro ne aveva interrotto il commercio a giugno del 2024 come misura in risposta all'offensiva di Tel Aviv su Gaza.     Secondo dati della associazione dei produttori di carbone colombiana (Fenalcarbón) la sospensione delle esportazioni verso Israele ha comportato una riduzione dell'export di circa 3,5 milioni di tonnellate all'anno, pari a circa 200 milioni di dollari. In Messico la Procura Generale della Repubblica ha arrestato Fausto Corrales Rodríguez, il testimone chiave che il 25 luglio 2024 accompagnò Héctor Melesio Cuén Ojeda, ex rettore dell'Università Autonoma di Sinaloa e politico locale di spicco, all'incontro con Ismael "El Mayo" Zambada. Il fermo è avvenuto nel quartiere Miguel Hidalgo a Città del Messico. Le accuse formali includono favoreggiamento nell'omicidio di Cuén e false dichiarazioni rilasciate alle autorità.     Secondo le indagini, l'incontro ebbe luogo nella tenuta Huertos del Pedregal, dove Cuén perse la vita e il noto narcotrafficante Zambada venne rapito. La Procura sostiene che Corrales abbia fornito versioni contraddittorie dei fatti, omettendo informazioni veritiere con lo scopo di depistare le indagini e ostacolare il chiarimento della vicenda.     L'operazione è stata condotta da reparti specializzati della Procura, supportati dalla Polizia Federale e dall'Interpol. Le autorità sottolineano la natura complessa dell'inchiesta, precisando che le sue ripercussioni hanno ormai coinvolto direttamente l'ambito della sovranità e della sicurezza nazionale. 

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