mercoledì 19 agosto 2026

Idf attacca la Siria

[Ma dov’è il pericolo, cresce anche ciò che salva. Friedrich Holderlin] Donald Trump ha chiesto ad Israele di fermare gli attacchi a Gaza. "Sarebbe meglio se gli israeliani non attaccassero Gaza", ha dichiarato il presidente americano in un'intervista a Fox news assicurando che "Hamas ha accettato di deporre le armi". ''La parte israeliana ha chiarito durante l'incontro che non verrà concesso nulla che possa spianare la strada a uno Stato palestinese''. Lo riporta Ynet, citando una fonte israeliana presente all'incontro tra Kushner e Netanyahu. La fonte ha aggiunto che ''c'era la percezione iniziale che il Board of Peace volesse iniziare con delle 'zone pilota', ma ora non se ne parla più così. Bensì: Hamas deve dimostrare impegno nella distruzione delle armi, va accertato che non consegni armi non funzionanti. Gli americani sono determinati a continuare il Piano, per Netanyahu la prova sta nell'effettiva consegna delle armi da parte di Hamas''. Sui social media di Gaza circolano filmati di proteste violente, con pneumatici incendiati e spari in aria, che si stanno svolgendo negli ultimi due giorni nel nord della Striscia di Gaza durante i funerali dei fratelli Wasim e Hassan Abu Warda. I due giovani, appartenenti all'influente clan Abu Warda sono stati uccisi sabato con colpi di arma da fuoco nel quartiere Sheikh Radwan a Gaza City. I famigliari accusano dell'omicidio l'ala militare di Hamas. In un video, ripreso dal canale Jusur News, uno dei membri della famiglia Abu Warda chiede che vengano chiarite le circostanze dell'uccisione dei fratelli e che i responsabili vengano assicurati alla giustizia, aggiungendo che l'omicidio si inquadra in un regolamento dei conti più ampio: ''Quindici membri della famiglia Abu Warda sono stati uccisi da Hamas recentemente, senza alcuna colpa'', afferma. Secondo alcuni post sui social, la tensione potrebbe essere legata all'avvicinamento dell'eventualità del disarmo di tutti i clan e milizie dentro la Striscia di Gaza, come parte della seconda fase del piano di Trump.Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah e chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani, mentre si intensifica l'escalation nel sud del Libano. "Nessun conto, in nessun fronte, resterà aperto. Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini", ha scritto Katz su X. Le sue parole arrivano dopo una nuova ondata di attacchi israeliani ieri nel sud del Libano che secondo l'agenzia libanese Ani ha ucciso almeno 11 persone.     L'Idf ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in risposta a un attacco contro le sue truppe, in cui sono rimasti gravemente feriti tre soldati. L'escalation rappresenta una delle più gravi dalla tregua raggiunta a giugno tra Israele e Hezbollah. i per la Siria e l'Iraq, Tom Barrack, afferma che i presunti raid aerei israeliani contro l'aeroporto militare di Abu Duhur, nel nord-ovest della Siria, costituiscono un'"escalation non necessaria" che non favorisce la stabilità regionale. In una dichiarazione su X, l'ambasciatore ha affermato che gli Stati Uniti sono "profondamente preoccupati" per gli attacchi e ha aggiunto che Washington sta incoraggiando tutte le parti a dare priorità al "dialogo logico" rispetto a ulteriori incidenti militari. Il Board of Peace intende passare da un modello di graduale consegna delle armi di Hamas e successivo ritiro israeliano a un modello di consegna di tutte le armi in una mossa unica, in cui l'organizzazione terroristica consegnerà tutte le armi in suo possesso e Israele si ritirerà completamente dalla Striscia. Lo riporta Ynet, segnalando che la proposta è emersa nei colloqui tenuti ieri da Jared Kushner, genero e inviato speciale del presidente Usa Donald Trump, con il primo ministro Benjamin Netanyahu. ''Vogliamo un disarmo completo senza compromessi sulla questione e non intendiamo permettere alcun tipo di manovra sulla questione'', ha dichiarato una fonte interna al Board of Peace riportata da Ynet. L'ufficio del premier Benjamin Netanyahu in una nota pubblicata su X ha rivendicato l'attacco di oggi a una base aerea in Siria: "Israele e Siria avevano concordato di mantenere lo status quo in materia di sicurezza, che la Siria era sul punto di violare consentendo alle truppe turche di dispiegarsi in una base aerea nei pressi di Aleppo.     Israele ha avvertito ripetutamente la Siria che un simile dispiegamento avrebbe rappresentato una minaccia per la sicurezza di Israele. La Siria ha scelto di ignorare questi avvertimenti. Israele non tollererà minacce alla propria sicurezza e accoglierebbe con favore un ritorno allo status quo". La Siria accusa Israele di aver colpito un aeroporto nella provincia di Idlib nel nord-ovest, dopo che una fonte dei servizi di sicurezza ha detto all'Afp che la struttura militare, ormai in disuso, era stata colpita da velivoli non identificati. Secondo Times of Israel, sarebbe il primo attacco di questo tipo da parte dell'aeronautica israeliana dal marzo scorso. Un gesto criticato dagli Stati Uniti, il cui inviato speciale in Siria, Tom Barrack, afferma che si tratta di un'a "escalation non necessaria" che non favorisce la stabilità regionale, spiegando invece che Washington dà priorità a un "dialogo logico".     "Gli aerei dell'occupazione israeliana hanno preso di mira questa mattina presto la pista dell'aeroporto militare di Abu Dhouhour (...) con otto attacchi", ha dichiarato una fonte militare citata dalla Tv siriana, aggiungendo che "l'attacco ha causato solo danni materiali". 

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