[Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno. Alessandro Bergonzoni] Vengono definiti 'dublinanti' i richiedenti asilo che, dopo avere presentato domanda di protezione nel primo Stato in cui sono stati identificati secondo le procedure del Regolamento Dublino II del 2003, si spostano in un altro Stato dove fanno una nuova richiesta di asilo: in questo caso il Regolamento prevede che devono essere riportati nel Paese in cui sono stati identificati la prima volta e a cui aspetta la gestione della domanda. Ovviamente sono i Paesi di primo approdo - l'Italia in testa - a registrare il maggior numero di migranti che dopo essere sbarcati ed identificati si spostano in altri Paesi europei. Si tratta di cosiddetti 'movimenti secondari'. Gli Stati che esaminano la domanda di asilo di un richiedente che era arrivato per la prima volta in un altro Paese europeo inviano una richiesta di trasferimento a quest'ultimo. Secondo gli ultimi dati Eurostat, proprio l'Italia è il Paese che ha ricevuto nel 2025 più richieste di 'riprendersi' migranti da altri Stati Ue: 24.152, di cui soltanto 85 effettivamente accettati. Mentre la Germania è quello che ha inviato più richieste 'in uscita': 35.993, con 5.377 trasferimenti poi avvenuti. E sui 'dublinanti' si registra un braccio di ferro tra Roma e Berlino, che lo scorso dicembre avevano raggiunto un'intesa in materia. L'Italia ritiene che il Patto europeo su immigrazione ed asilo, entrato in vigore lo scorso 12 giugno, abbia determinato una sanatoria sui migranti secondari azzerando prima di quella data il conto delle persone da accettare dalla Germania. Diversa l'interpretazione di Berlino, che ha chiesto a Roma di riprendersi tre migranti giunti prima del 12 giugno. Il Patto, mantenendo invariato il principio che l'esame dell'asilo rimane a carico del Paese di primo ingresso, accelera le procedere per il trasferimento dei 'dublinanti' nei Paesi di competenza, ma amplia le eccezioni che possono spostare la responsabilità verso un altro Stato, come quella dei legami familiari. La Life Support di Emergency ha soccorso in mattinata un'imbarcazione con una cinquantina di migranti a bordo nelle acque internazionali della zona Sar libica. Sette migranti sono morti durante la traversata, due sono in gravi condizioni per "soffocamento", fa sapere la ong. "I naufraghi - spiega Emergency - hanno riferito di essere partiti all'alba del 16 agosto da Zuwara, e sono originari della Somalia e dell'Egitto. Le persone soccorse in totale sono 50, di cui 45 uomini e 5 donne. Ci sono 29 minori stranieri non accompagnati, di cui 26 maschi e 3 donne". Emergency chiede "alle autorità competenti l'assegnazione di un Pos vicino". Il porto assegnato è Bari. Il soccorso si è concluso alle 8.07 di oggi. Il capo missione della Life Support di Emergency, Jonathan Nanì La Terra, spiega che alle 6 del mattino hanno identificato "due imbarcazioni dal radar e poi dal ponte con i binocoli". Quando si sono avvicinati hanno visto "una barca di legno sovraffollata e una motovedetta libica che si stava avvicinando e ha iniziato a dirigersi verso la nostra nave. A un miglio di distanza li abbiamo contattati per avvisare che l'operazione di soccorso era già in corso: l'imbarcazione libica - racconta - è rimasta a sorvegliare l'operazione per tutta la sua durata". A metà soccorso il team si è accorto della presenza di "nove persone sdraiate sul ponte, dove erano state trasportate dagli altri naufraghi che le avevano recuperate dalla stiva dove avevano trascorso tutto il viaggio. Per sette di loro non c'è stato niente da fare; due di loro sono in condizioni critiche per soffocamento". Tra i naufraghi, nove in totale hanno bisogno di assistenza medica, con due di loro che quindi versano "in condizioni critiche". "Il personale a bordo della Life Support - spiega Emergency - ha richiesto un'evacuazione medica urgente alle autorità competenti, che è in arrivo". Questa mattina la nave Ocean Viking ha soccorso 55 persone, tra cui otto donne e nove bambini, che si trovavano a bordo di un gommone sovraffollato in zona Sar maltese, a seguito di un messaggio trasmesso da un velivolo di Frontex. Lo rende noto Sos Mediterranee su X. L'organizzazione spiega che i migranti avevano trascorso tre giorni in mare e che la maggior parte di loro proviene dal Sud. "Il nostro equipaggio - fanno sapere - si sta prendendo cura di loro".
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