[Ho due occhiaie che se incontro un panda per caso, parte il rituale di accoppiamento. Malafatta, Twitter] Paesi Bassi procederanno con i trasferimenti verso l'Italia dei migranti nel rispetto delle regole del Patto sulla migrazione, entrato in vigore lo scorso 12 giugno. Chi è entrato prima di quella data, però, non rientrerà nella misura. Lo riportano i media olandesi citando una portavoce del ministro per l'Asilo Bart van den Brink. "Stiamo ripartendo da zero", ha affermato il ministro secondo la testata AD. Van den Brink in settimana ha visto il ministro Matteo Piantedosi. Il governo spagnolo "è "favorevole" a gestire la questione dei cosiddetti dublinanti attraverso i meccanismi europei di solidarietà previsti nel Patto europeo su migrazione e asilo e le normative recenti dell'Unione europea, "piuttosto che ricorrere a espulsioni o restrizioni bilaterali isolate". Lo riferiscono fonti del ministero dell'Interno spagnolo. La posizione di Madrid arriva mentre Svezia e Finlandia si preparano, come già Germania, Austria e Svizzera, a trasferire in Italia i richiedenti asilo approdati nel nostro Paese, richiamando proprio le nuove regole del Patto. La rotta del Mediterraneo orientale resta la più battuta, con 20.232 rilevamenti (-28%), seguita dal Mediterraneo centrale con 16.454 (-55%). In controtendenza il Mediterraneo occidentale, unica grande rotta in aumento, con 11.217 attraversamenti, +37%. Le rotte del Mediterraneo orientale e centrale rappresentano insieme circa il 60% degli ingressi irregolari rilevati alle frontiere esterne dell'Ue. Per il Mediterraneo centrale, la Libia resta il principale Paese di partenza. Sulla rotta del Mediterraneo occidentale, unica tra le principali a registrare un aumento, i rilevamenti sono stati 11.217 (+37%): 8.648 via mare, contro 7.096 nello stesso periodo del 2025, e 2.569 via terra fino al 30 giugno, contro 1.079. Il calo più marcato è stato registrato sulla rotta dell'Africa occidentale, con 4.682 rilevamenti, in diminuzione del 60%. Sulla rotta dei Balcani occidentali gli attraversamenti sono stati 4.910 (-26%), mentre alla frontiera terrestre orientale sono scesi a 3.209 (-44%).Secondo Frontex, la flessione complessiva riflette diversi fattori, tra cui la prosecuzione della cooperazione con i Paesi partner e le misure preventive adottate nei principali Paesi di partenza, che hanno contribuito a ridurre le partenze verso l'Europa. Separatamente, i tentativi e gli attraversamenti riusciti della Manica verso il Regno Unito sono diminuiti del 46%, a 22.469. Questi dati, precisa l'Agenzia, sono conteggiati in uscita dall'Ue e non rientrano quindi nel totale degli ingressi alle frontiere europee. I dati, basati sulle informazioni preliminari Eurosur e sulle stime disponibili a Frontex al 4 agosto, potranno essere successivamente rivisti. Il governo spagnolo indica "fra 2.400 o 2.500" i migranti minori non accompagnati presenti a Ceuta, dopo gli arrivi in massa di circa 72mila persone fra il 30 e il 31 luglio, dei quali 70mila rientrati in Marocco, e assicura che il governo della città autonoma e il Partito Popolare "sono al corrente del piano-choc", per trasferire almeno 500 ragazze minori dall'exclave alla penisola iberica. È quanto ha affermato il segretario di Stato per la Gioventù e l'Infanzia, Ruben Perez Correa, in un'intervista radiofonica alla Cadena Ser. "Abbiamo dati dei minori che pernottano nei sistemi di protezione di Ceuta che hanno abilitato gli stessi residenti e indicano fra i 2.400 o 2.500" i migranti minorenni non accompagnati, "ma ce ne saranno altri che sono nelle strade", ha spiegato Perez Correa. Il precedente bilancio indicato dal ministero dell'Interno indicava in 2.168 i migranti bambini e adolescenti identificati nell'exclave. "Bisognerebbe quantificarli in maniera chiara, ma la città ha una complessità territoriale e sta risultando complicato identificare il dato globale", ha aggiunto il segretario di Stato. Sono iniziati nelle prime ore del mattino i trasferimenti negli spazi allestiti in tendoni dell'esercito a Ceuta per accogliere circa 1.800 dei migranti che vivono sulla spiaggia di El Trampolin o per strada, dall'arrivo in massa il 30 e il 31 luglio scorsi dalla frontiera con il Marocco. Si tratta di 300 posti in più rispetto a quelli annunciati lunedì dalla ministra per l'Inclusione e le Migrazioni Elma Saiz, informa il dicastero in una nota. I trasferimenti delle nuove strutture, iniziati questa mattina in un dispositivo coordinato con le forze di sicurezza dello Stato e il governo della città autonoma, si stanno realizzando "in maniera volontaria, offrendo alle persone la possibilità di accedere in questi spazi di accoglienza in condizioni adeguate e sicure", si segnala. Per il ministero dell'Inclusione, l'obiettivo prioritario è dare una risposta e offrire un'alternativa temporanea di alloggio alle persone che da tre settimane ormai vivono accampate sulla spiaggia o in strada, nella zona di Loma Colmena. L'iniziativa fa parte del dispositivo straordinario realizzato dal governo spagnolo in collaborazione con organizzazioni del terzo settore, fra cui Engloba e Accem, informa il dicastero di Inclusione. Madrid stima in almeno 5mila i migranti rimasti nell'exclave spagnola dopo gli arrivi in massa di circa 72mila persone a fine luglio e il ritorno della gran parte dei migranti in Marocco nelle successive 48 ore. Il governo di Ceuta eleva la stima ad almeno 9mila persone. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera alle istituzioni europee per lamentarsi dell’atteggiamento di alcuni Paesi nei confronti della crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, il capo del governo ha richiesto un incontro con i ministri dell’Interno dei 27 Stati membri dell’Ue. “Un simile atteggiamento – motivato da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici – non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono, ma va anche contro gli interessi a lungo termine dell’Europa”, ha scritto in una lettera indirizzata ai capi delle istituzioni europee.
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