giovedì 13 agosto 2026

Donaldo non sa che fare

[Se mi vedi come un amico, sarò tuo amico. se mi vedi come un padre, sarò tuo padre. Per quelli che non hanno un padre, sarò un salvatore. Il vostro salvatore. Jim Jones] Donald Trump ha detto di avere le capacità "per decapitare" l'Iran rispondendo ad una domanda della stampa nello Studio Ovale sul suo stesso avvertimento di qualche giorno fa. "Lo scoprirete", ha aggiunto il presidente. La guerra contro l'Iran sta consumando rapidamente alcune delle munizioni più avanzate degli Stati uniti, riducendo le scorte disponibili in Europa e Asia e alimentando preoccupazioni nel Pentagono sulla capacità di affrontare contemporaneamente altre crisi, in particolare con Russia e Cina. Lo riferisce il New York Times, citando alti funzionari statunitensi e occidentali.    Il problema riguarda soprattutto i missili per la difesa aerea e le armi a lungo raggio. Anche accelerando la produzione, potrebbero essere necessari più di due anni per ricostituire le quantità impiegate. Il conflitto ha inoltre costretto il Pentagono a trasferire verso il Medio Oriente navi, aerei, sistemi di difesa e munizioni provenienti da Europa e Asia.     Dall'Indo-Pacifico sarebbero stati spostati numerosi missili Tomahawk e altri sistemi a lungo raggio, mentre centinaia di intercettori avanzati sarebbero stati trasferiti dalla Corea del sud e da altre basi asiatiche. Gli Stati uniti starebbero commettendo un nuovo grave errore di valutazione sullo Stretto di Hormuz, dopo quelli già compiuti nel conflitto con l’Iran. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su X. “Gli Stati uniti hanno una lunga storia di errori di calcolo dovuti a fallimenti dell’intelligence. Un esempio: la guerra contro l’Iran. Ora, un errore di calcolo ancora più grande sullo Stretto di Hormuz”, ha scritto Araghchi. “Peggio delle fake news c’è la falsa intelligence. Fate attenzione”, ha aggiunto il ministro. Ieri il presidente Usa Donald Trump ha sostenuto che gli Usa hanno preso il controllo dello Stretto di Hormuz, smentito in seguito dall’Iran. Araghchi ha pubblicato il post dopo che il Washington Post ha rivelato lo scetticismo della Cia riguardo alle informazioni dell’intelligence israeliana sulla presunta minaccia iraniana di assassinare Donald Trump al suo rientro dal vertice Nato in Turchia. Dopo essere atterrato in Gran Bretagna con il volo segreto, è scattata la seconda fase del piano: Trump è sceso ed è salito a bordo del nuovo Boeing 747-8 extra lusso donato dal Qatar, completando con questo velivolo la rotta verso Washington. La vicenda ha riacceso i riflettori sui sistemi di sicurezza del jet donato da Doha, sui quali lo stesso Trump ha ammesso di recente la necessità di apportare potenziamenti. Il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, non ha commentato i dettagli del piano di fuga ma ha difeso il velivolo qatariota definendolo "all'avanguardia" e dotato di "protocolli di sicurezza di alto livello" per fronteggiare le minacce dei nemici degli Stati Uniti.L'imponente dispiegamento di risorse, che lascia intendere la portata dell'allarme scattato a Washington, si intreccia tuttavia con le difficoltà finanziarie delle attività imprenditoriali del presidente. 

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