[Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara. Dalai Lama] Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato un video in cui ringrazia la Colombia per aver riconosciuto la sovranità israeliana sulle alture del Golan, senza però citare il terremoto che ha colpito il Paese sudamericano. Lo riporta il Times of Israel. “Qui sventola la bandiera israeliana e continuerà a sventolare, perché questa è la nostra terra”, ha detto il premier, mostrando nel video una mappa del Golan. Ieri, la Colombia è diventata il secondo Paese, dopo gli Stati Uniti, a riconoscere il controllo israeliano sul Golan. L’annuncio è arrivato pochi giorni dopo l’insediamento alla presidenza dell’avvocato filo-israeliano Abelardo de la Espriella, che si è impegnato a trasferire l’ambasciata colombiana a Gerusalemme e a ripristinare i rapporti bilaterali, dopo le dure prese di posizione del suo predecessore Gustavo Petro contro Israele per la guerra nella Striscia di Gaza. Secondo la tv pubblica israeliana Kan, l'Idf ha ordinato agli abitanti delle case sotto assedio a Qusra, in Cisgiordania, e ai residenti della zona di evacuare entro un'ora in vista di un'operazione militare destinata a durare diversi giorni. L'esercito ha inviato ieri sul posto il 51mo battaglione della brigata Golani in seguito all'assedio iniziato domenica di coloni estremisti a una abitazione di Qusra. Il sindaco del villaggio ha dichiarato ad Al Jazeera che l'Idf ha completamente chiuso l'area, imposto il coprifuoco e dispiegato centinaia di soldati per smantellare l'avamposto degli ultraortodossi. Channel 11 riporta che l'Idf ha revocato l'ordine di evacuazione temporaneo nei confronti di tre famiglie palestinesi assediate nel villaggio di Qusra, emanato in mattinata in vista di una ''operazione militare nell'area che durerà alcuni giorni''. Secondo quanto riportato, l'operazione si concentrerà solo sulle case non abitate del villaggio. Durante la notte, l'Idf ha trasferito il battaglione 51 nell'area per smantellare i due avamposti illegali israeliani sorti a ridosso del villaggio, che si trova in area B. Attualmente le forze dell'Idf circondano il villaggio per evitare l'ingresso di altri coloni. I coloni israeliani sono tornati nell’insediamento di Ganim, nel nord della Cisgiordania, da cui erano stati sgomberati nel 2005. Le famiglie della comunità di Ganim sono tornate con decine di roulotte e prefabbricati, in occasione della riapertura ufficiale dell’insediamento, avvenuta oltre 20 anni dopo la sua evacuazione nell’ambito del piano di disimpegno. Nel febbraio 2023, la Knesset ha modificato la Legge sul disimpegno con cui si procedette allo sgombero, consentendo agli israeliani di tornare negli insediamenti evacuati. “Ventuno anni dopo il terribile peccato dell’espulsione da Gush Katif (insediamenti a Gaza, ndr) e dal nord della Samaria, stiamo finalmente cancellando la vergogna di quell’espulsione dal Nord della Samaria”, ha dichiarato a Ganim il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, sottolineando: “Quest’estate stiamo fondando 11 nuove comunità e ci stiamo insediando fisicamente sulla terra nel Nord della Samaria. Ce n’erano quattro, e ora ce ne saranno 18, 11 delle quali immediatamente, tra cui Homesh, Sa-Nur, Ganim e Kadim. E ce ne saranno altre in futuro”. “È come una rinascita. Un mese fa qui non c’era niente”, afferma Reut Baran, un residente locale.
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